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Boat Review | Arcadia 115

Ecological dream

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Futuristiche idee e materia: da toccare, annusare, afferrare. Con il concreto rischio, considerato ciò che abbiamo davanti ai nostri occhi, di lasciarsi trasportare solo dalle emozioni, ci prepariamo a vivere, in una fredda giornata di gennaio spazzata da una tramontana che supera i 30 nodi, una di quelle esperienze destinate a restare impresse nella nostra memoria. Siamo a Torre Annunziata, a metà strada tra Napoli e Salerno, angolo di mare dove il giovane cantiere Arcadia Yachts ha messo le radici, per uscire a bordo del primo esemplare dell'Arcadia 115', una barca destinata a lasciare un'impronta indelebile sul mercato della nautica, temporaneamente ormeggiata, in tutta la sua maestosità, presso il neonato Marina di Stabia. Il management del cantiere nato nel luglio del 2008 su iniziativa della famiglia Pellegrino, professionisti con una lunga esperienza nel mondo della nautica e un passato in realtà consolidate come Sanlorenzo, Italcraft e Cantieri di Pisa, ci accolgono a braccia aperte. L'atmosfera è frizzante, e non solo per la temperatura. La soddisfazione per aver messo in acqua, rispettando i rigidi tempi di consegna, una barca che è il biglietto da visita ideale di questa giovane realtà e della sua filosofia lavorativa, è palese. Così come l'emozione negli occhi delle maestranze che sono ancora al lavoro sugli ultimi dettagli da ultimare prima che la barca prenda il largo verso la Francia, verso i suoi nuovi armatori. È un'eccitazione collettiva, a cui aggiungiamo la nostra, ben coscienti di avere a che fare con un progetto innovativo in tutto e per tutto: nella concezione, nella forma e nella sostanza. Una barca rivoluzionaria, che dopo il successo del più piccolo 85' (il sesto esemplare è attualmente in laminazione: di questi tempi un record) e in attesa che a prendere vita sia il 135', propone in maniera decisa una serie di concetti che rappresentano il futuro della nautica. L'approccio di Arcadia Yachts è innovativo ed ecologico, quasi maniacale nella tutela dell'ambiente, grazie a soluzioni come l'auto-produzione di energia elettrica da pannelli solari costituiti da moduli fotovoltaici inseriti nei vetri della sovrastruttura (una soluzione studiata ad hoc con i ricercatori dell'Università di Napoli), che riescono a garantire la completa autonomia per tutto ciò che di elettronico troviamo a
bordo, a un innovativo trattamento delle acque sporche realizzato da Hamman, a contenute emissioni di gas di scarico e a piccoli, si fa per dire, dettagli come le alte prestazioni termo isolanti delle vetrocamere. Anche i consumi dei due motori Man da 1.224 cavalli con invertitori ZF sono decisamente ridotti, grazie a una carena semiplanante serie Npl moderna ed efficace che richiede motorizzazioni di potenza contenuta, mentre per quanto riguarda la propulsione ibrida, che su questo 115' è opzionale, si tratta di una motorizzazione elettrica che garantisce una velocità di crociera di 8 nodi nel totale silenzio.

Una barca che guarda al futuro, dunque, anche nelle disposizione degli interni, particolarmente ampi e luminosi, caratterizzati dall'utilizzo di legni chiari e da uno stile "open space" moderno ed elegante. Uno stile semplice, dettato da precise esigenze funzionali, ma innovativo, che privilegia una comoda e riparata vita all’aperto e l’immediato contatto con il mare. Dagli interni, infatti, al riparo delle superfici in vetrocamera speciale (vetri riflettenti e basso-emissivi), si ha la sensazione di vivere il mare "da dentro", con la privacy garantita dal rapido scorrere dei pannelli tenda in tessuto “filtravedo”. Davvero molto belle sia l’imponente Launge sul ponte superiore che la zona pranzo sul ponte principale, che può essere dotata di balconi idraulici su entrambi i lati; ampie e molto luminose anche le cabine (due versioni: a 4, o a 5), a partire da quella armatoriale, e notevole anche lo spazio assegnato alla zona equipaggio nonché a tutte le aree tecniche, compreso il garage pensato per tender e due jet sky. L'arredo interno ed esterno è totalmente “Italian style”, disegnato e realizzato da firme di rilievo come il Gruppo Poltrona Frau e Schiffini. In tutta onestà, cercato di trovare un difetto a questo Arcadia 115': missione fallita. Che dire? Chapeau.

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