Boat Review | Attenzione alle finiture
Austin Parker 42, un classico di moda
Non è una barca contro il gigantismo. L’Austin Parker 42 è una barca contro i problemi insiti nelle barche grandi. E pensata per accattivare i favori di chi si è stufato del grande motoryacht o di chi non riesce o non ha più voglia di andare a vela. «Ho cercato di disegnare il 40’ più elegante che potessi fare», dice Fulvio De Simoni, il progettista, «usando elementi classici, senza tempo, trasversali alle mode. Con una linea fluida, pulita, un tratto fresco in cui fossero evitate le ridondanze». Il gioco è riuscito anche grazie alla capacità di inserire dettagli in cui l’attenzione, se non alla moda, almeno alle tendenze più recenti dello yacht design è ben evidente. Come nella prua con il dritto più verticale, dagli slanci contenuti. O nell’uso di elementi funzionali utilizzati anche come motivi stilistici, come i tientibene, per esempio, con terminali in acciaio e corpo in teak. Sistemati dove servono, ma disegnati in maniera tale da evidenziare, in modo leggero, le linee della sovrastruttura.
Il suo carattere, anche al di là del suo aspetto, comunque, il piccolo del cantiere di Rosignano Marittimo lo mette subito in evidenza. Non è nato per essere una barca per la lunga crociera. Non perché le linee d’acqua non diano sicurezza, anzi, sono state testate in vasca navale. Non perché la costruzione non sia accurata, anzi, segue gli standard che Austin Parker si è imposto quando ha deciso di realizzare lobster italiani fedeli alle doti marine delle aragostiere del Maine. Non è una barca da lunghe navigazioni perché nasce per essere un day boat. Idealmente l’estensione della villa al mare. L’oggetto che, senza problemi di ormeggio o equipaggio, porta in pochi minuti dal salotto di casa alla rada isolata dove fare il bagno in pace o godersi il tramonto. E quando si dice pochi minuti è perché questo 42 si muove rapido. Con la massima motorizzazione raggiunge i 35 nodi di velocità massima e una di crociera di 30. E sia in navigazione sia all’ormeggio è piacevole godere di un ambiente unico, senza soluzione di continuità, anche nella complanarità del calpestio, dalla plancetta di poppa al salone riparato dall’hard top, in cui trovano posto anche la plancia di comando, a dritta, e, sulla sinistra, un divano ad angolo servito da un tavolo centrale; mentre la cucina è collocata in un mobile bianco ricavato lungo la murata di dritta. Gli interni spiccano per l’attualità delle soluzioni utilizzate sia per il layout sia per lo stile. Il quadrato, accogliente e spazioso, ha un allestimento impeccabile di legno pregiato, finito con vernici ad acqua a foro aperto per le pareti e spazzolato a doghe larghe bisellate per il pagliolato. I tessuti sono in lino di prima qualità e la pelle primo fiore. All’occorrenza questo ambiente può essere trasformato in una seconda zona notte facendo diventare il divano un letto matrimoniale.
A prua si trova la cabina armatoriale, luminosa grazie alle finestrature realizzate all’altezza del mascone e con il locale bagno impreziosito da laccature opache. Tutto ciò ha creato una barca che piace: nonostante la situazione economica non facile, dalla sua presentazione a Cannes 2009 ne sono stati venduti otto esemplari.
Giacomo Giulietti
Tratto da 6/2010 editoriale
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