Boat Review | Azimut 105
Il Principe ereditario
Le linee moderne ed eleganti con ampie finestrature e le spaziose aree esterne fanno del nuovo Azimut 105 uno yacht aperto sul mare e sul panorama circostante: ed è appunto questo l’input che ha guidato Stefano Righini nella progettazione del motoryacht semi-planante di 31,40 metri destinato a rimpiazzare nella gamma Azimut il glorioso Jumbo 100, di cui sono stati varati 35 esemplari in 10 anni. Costruito in vetroresina nel nuovo cantiere di Viareggio, il 105 vanta un’eccellente carena a V profonda, disegnata in collaborazione con la Sydac, e si distingue per il massimo lusso e comfort degli interni, affidati a Carlo Galeazzi e proposti in due versioni. Quella fotografata è stata ordinata da un cliente messicano che userà questo yacht per lunghe crociere con molti ospiti a bordo. Dall’ampio pozzetto semicoperto, con divano poppiero e grande tavolo rettangolare circondato da poltroncine, si entra in un salone open space molto luminoso, arredato con divani in velluto color corda, poltrone in pelle, bancone bar, tende che sfiorano il pavimento e l’immancabile tv a scomparsa. Sullo sfondo c’è il tavolo da pranzo per otto con le sue sedie imbottite. A sinistra si accede alla super-attrezzata cucina con mensa per gli uomini di equipaggio e da qui si scende a due delle loro cabine (altre due sono a poppa). A destra, invece, la lobby, con le scale e una day toilet, porta alla splendida suite armatoriale che occupa l’intera area prodiera. Il letto king size al centro ha la testata in pelle capitonné color antracite che crea un elegante contrasto con le tappezzerie e la moquette bianche; ai lati sono ricavati un salottino, una scrivania con vanity e un ampio spogliatoio walk-in. «Il bagno verso prua su un livello inferiore è una soluzione innovativa», spiega Carlo Galeazzi, «e garantisce intimità d’impiego e maggiori spazi». Vi sono infatti doppi lavandini, una vasca da idromassaggio, un ampio box doccia e i servizi separati. Agli ospiti sono riservate quattro cabine con bagno, due a letti gemelli e due matrimoniali, sistemate sul ponte inferiore. La seconda versione, pensata per impieghi anche di charter, ha l’armatoriale a mezzanave del lower deck e le altre tre cabine ospiti verso prua, riservando l’intero ponte di coperta alle attività sociali, con maxi salone, sala da pranzo separata, cucina e salottino tv. Dalla plancia su mezzo ponte, in ciliegio e pelle blu, con dinette bianca ad angolo, si sale al flying, ombreggiato da due tettucci rigidi con copertura in canvas che si dipartono dal roll bar verso poppa e verso prua garantendo la piacevole alternanza sole e ombra. Il flying è diviso in quattro aree distinte: la timoneria a prua sulla sinistra ha di fianco una dinette ad angolo e alle spalle un bar con sgabelloni fissi; al centro sulla dritta c’è la zona pranzo con divano a L e grande tavolo servito da un maxi barbecue rotondo sistemato lungo la murata opposta. Seguono una vasca jacuzzi quadrata affiancata a un grande prendisole e, a poppa estrema, quattro chaise-longues rivolte verso la scia. Un’altra zona solarium si trova a prua, incassata ai piedi della tuga. Per il tender e una moto d’acqua non manca il garage poppiero; è adiacente alla sala macchine che ospita due Mtu da 2000 cavalli per velocità massime di 27 nodi e 21 di crociera. «Per quanto riguarda gli interni», spiega Galeazzi, «abbiamo cercato di portare il cliente, cui spetta pur sempre la scelta finale, verso arredamenti più sobri e lineari rispetto a quelli classici, spesso ridondanti e poco marini, quasi come se lo yacht fosse il prolungamento della villa al mare». Il risultato è di un gusto squisito, con mobili e boiserie in ciliegio satinato, lavorato con venature ortogonali, moquette bianche e tappezzerie dai colori tenui. I mobili sono appoggiati e non fissati, cosicché si può cambiarne la disposizione quando si vuole, proprio come si farebbe a casa. (Yacht Capital, n.1/2006)
editoriale
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Boat Review
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