YachtOnLine
Yachtonline.it  Barche Boat reviewBluegame 47, la personalizzazione è il suo forte

Boat Review | Uno, qualcuno, 2500 versioni differenti

Bluegame 47, la personalizzazione è il suo forte

L’idea è venuta a Luca Santella, gloria della nostra vela olimpica, architetto e profondo conoscitore del mare, che così la spiega: «Di solito un cantiere decide di realizzare una barca cercando di interpretare genericamente i gusti del pubblico. Quando è finita restano alcune possibilità di personalizzazione. Ma la barca è quella, con una sua filosofia e una precisa destinazione. La mia idea era invece lasciare al cliente la scelta più completa sulla conformazione e sul layout, a seconda dell’impiego che si ripromette di farne. Ne abbiamo discusso a lungo con l’amico Carlo Bonomi (pluricampione offshore, ndr) e abbiamo immaginato un crossover, cioè un’imbarcazione trasversale alle più diverse tipologie, basata su un’eccellente carena e con diversi allestimenti già previsti nel progetto.

L’aspirante armatore», continua Santella, «si siede davanti a uno schermo con un programma speciale (un software configurativo inedito, da non confondere con un programma di grafica virtuale) e prova tutte le soluzioni previste e gli incroci possibili fino a trovare quella più consona alle proprie aspettative». La barca in questione, la prima di una serie, è stata esposta all’ultimo Salone di Genova. Si chiama Bluegame 47 ed è un walkaround di 14,20 metri costruito a Carrara dal cantiere omonimo, parte del gruppo Sanlorenzo, con tecnica a infusione, componenti di alta gamma e particolari in carbonio. La carena, progettata da Louis T. Codega, è ispirata alle barche da lavoro ed è caratterizzata da un cavallino alto a prua e basso a poppa, con una V profonda che si appiattisce a poppa e consente una navigazione stabile e asciutta anche in condizioni impegnative, con consumi ridotti.

I motori sono una coppia di Cummins da 670 cavalli per 36 nodi di velocità massima e i 31 di crociera. Le sette conformazioni di base partono da quella classica di Open, un daycruiser con doppia dinette alle spalle della console di guida (in carbonio con strumentazione touch screen), prendisole a prua e ampia plancetta poppiera. Le altre spaziano dalla T-top, con tettuccio rigido per ripararsi dal sole anche in navigazione, alla Tender, pensata come barca di servizio per grandi yacht.

Ci sono poi la Hard Top, con una tuga che regala un locale chiuso e climatizzato in coperta; la Marlin Hard Top, con la seconda timoneria sopra il tettuccio rigido. La Fisherman è la versione da pesca, con una svettante tuna tower e di un pozzetto con basse murate, ideale per il big game. Ma non è finita: c’è ancora la Caddy: poppa aperta e ampi spazi liberi in coperta per il trasporto di derive o moto d’acqua. Anche per il sottocoperta esistono varie versioni, con altezza d’uomo e finiture in diversi materiali (teak, frassino, stuoie ecc.) che spaziano da un quadrato con cucina più una cabina matrimoniale, oppure due doppie, con bagno, o ancora due cabine a tre letti, con o senza alloggio per il marinaio. C’è addirittura una soluzione chiamata Chef, dove l’interno è tutto occupato da una maxi cucina.

Incrociando versioni sopra e sottocoperta più materiali, cuscinerie, i 15 colori e così via si ottengono 2500 scafi diversi. «Questa soluzione, inoltre», aggiunge Andrea Mottino, direttore commerciale, «facilita molto il lavoro dei rivenditori: possono avere solo uno scafo in esposizione pur offrendo un’intera gamma e possono far modificare l’usato secondo le richieste del cliente».

Giorgia Gessner

(Yacht Capital, n. 3/2009)

editoriale

Commenti

Aggiungi un commento

L'esclusivo mondo della nautica

Facebook Login

Catalogo Barche

Mostra campi