Boat Review | Interni disegnati da Egg and Dart
De Birs 100 Sports Yacht, un jet da mare
La campagna portata avanti dal cantiere De Birs in questi ultimi anni è stata dimostrare come un approccio aeronautico al diporto nautico sia vantaggioso per il cantiere, per la barca e in sostanza per l’armatore. Progettare uno yacht come un business jet è stato quindi l’obiettivo degli olandesi, o meglio il punto di partenza da cui ottenere uno yacht come il 100 Sp. Un dato su tutti per chiarire cosa significa utilizzare l’attenzione riservata alle costuzioni fatte per volare: la differenza di peso trasversale dello scafo di questo 30 metri da 94 tonnellate di dislocamento è solo dello 0,13 per cento, mentre i cantieri, anche quelli di rinomata qualità, si ritengono soddisfatti quando tale valore si attesta sull’1,7 per cento del valore totale. In altre parole, da questo punto di vista il risultato è 12 volte migliore.
Uno dei primi effetti percepibili direttamente dall’armatore, che deve contribuire alla sussistenza energetica del suo mezzo, è che lo scafo progettato da Italtecnica/Arrabito raggiunge i 28 nodi con solo 4000 cavalli totali, mentre il primo effetto percepito da tutti gli ospiti di bordo, equipaggio compreso, è la stabilità della navigazione e quanto sia asciutta la coperta. Non si perdono comunque i punti fermi delle costruzioni De Birs, come i larghi volumi degli spazi interni e le molte aree multifunzionali pur mantenendo ben separate le zone ospiti ed equipaggio. Gli interni del 100 Sports Yacht sono disegnati da Egg and Dart, uno studio di Monaco di Baviera che è riuscito a dare un aspetto moderno senza scegliere il minimalismo, rendendo ogni zona adeguatamente lussuosa sia nella zona poppiera sia nelle aree da pranzo e nel mini fly bridge. E proprio questo elemento è uno dei punti peculiari di questo yacht. Un fly bridge tradizionale, con una superficie e una forma analoga a quelle presenti su yacht di queste dimensioni, avrebbe stravolto il suo profilo filante. La scelta è stata quella di dare comunque un’area all’aperto da far sfruttare agli ospiti e una zona sopraelevata capace di fornire il maggior numero di indicazioni ambientali alle necessità di manovra del comandante: ancora una volta un concetto proveniente dall’industria aeronautica. Lo scafo numero uno si caratterizza anche per alcuni elementi interni, come la cabina armatoriale a tutto baglio e quattro cabine ospiti, la più interessante delle quali è la Vip prodiera con due cuccette posizionate a V, ma con la possibilità di essere accoppiate per formare un letto matrimoniale. Negli altri casi si è scelto di alternare cuccette gemelle e letti matrimoniali per soddisfare le esigenze di coppie, bambini e ospiti di riguardo. Sul ponte principale campeggia la zona comune con un open space arricchito dal bar, dalla zona entertainment e da un tavolo da pranzo pieghevole che ha la funzione di separare la zona di comando e manovra riservata all’equipaggio, e per garantire maggiore rispetto per tutte le necessità, sia di conduzione dello yacht sia di privacy degli ospiti. Anche il pozzetto è stato pensato per la vita di bordo, con il divano posteriore che può trasformarsi in seduta per il tavolo da pranzo, zona prendisole o lounge area, riproponendo lo schema utilizzato sul mini fly bridge in cui non mancano il mini bar, l’ice maker, un frigorifero e un lavandino. Giacomo Giulietti
Tratto da n. 8/2010 editoriale
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