Boat Review | Un open da crociera
Galeon Raptor 700 HT
Osservando il Galeon Raptor 700 HT si nota subito come il progettista, Tony Castro, abbia cercato di differenziarsi dalla pletora degli open presenti attualmente sul mercato. Lo ha fatto adottando linee spigolose e un’impostazione molto moderna, all’insegna del lusso, della spaziosità e della luminosità. Costruito con la tecnica del laminato per lo scafo e con sandwich con anima di termanto per la coperta e le sovrastrutture, il Raptor 700 HT è l’ultimo e il più grande dei modelli del cantiere polacco Galeon.
Si tratta di un open con hard top di 21,26 metri, destinato alle prolungate crociere anche d’altura, che si distingue per la sagoma slanciata, l’ottima carena e per un arredamento interno minimalista ed elegante. Questo è impostato sul netto contrasto tra il nero dei mobili, il bianco dei divani e il pavimento in parquet con impiego di legni esotici, vetro, metallo e cuoio. Sono ambienti ricercati, ma senza fronzoli, dove spiccano la cura dei dettagli e le eccellenti finiture. Per esempio, l’illuminazione notturna, oltre alle tradizionali luci diffuse, è arricchita da led, a basso consumo e con colori cangianti, che garantiscono un effetto molto suggestivo. Equipaggiato con due Man, il Raptor 700 raggiunge notevoli velocità: con quelli standard da 1224 cavalli raggiunge una massima di 34 nodi che diventano 41 se si preferisce la versione maggiorata da 1550 cavalli.
L’adozione del sistema Humphree’s Interceptor, robusto e di impiego intuitivo, davvero “fool proof”, consente di migliorare le prestazioni in acque sia calme sia agitate, riduce la resistenza e la formazione di onda, smorza il delfinamento e il rollio, ottimizza l’assetto e i consumi. Il pozzetto, che risulta molto riparato dalle ali della tuga, dispone di un grande prendisole posizionato sopra al garage che si apre sulla piattaforma di poppa e di due divani a L serviti da due tavolini bassi con piano in cristallo. A proposito di garage, vale la pena di citare il sistema “Bar”, molto particolare e brevettato, per il varo e l’alaggio automatico del tender (o di un jet ski): è posizionato su una slitta che scorre su rotaie e, una volta raggiunta orizzontalmente la plancetta balneare, questa si abbassa per consentire al tender di raggiungere l’acqua senza sforzi e in tutta sicurezza. La manovra inversa permette di ricollocare il tender nel suo vano facilmente e rapidamente. +
A prua vi sono incassati due lettini prendisole singoli e separati. Il salone, chiudibile e climatizzato, grazie alle finestrature laterali e frontali e a quelle apribili sulla tuga, è inondato di luce naturale e quando la vetrata di accesso è aperta costituisce un tutt’uno col pozzetto offrendo ampi spazi di intrattenimento. La zona pranzo è servita da una cucina assai ben organizzata che si trova a sinistra della ripida scala di discesa. Spiccano nel salone le due poltrone al servizio della plancia, in pelle bianca e nera. Un impianto Bose consente di fornire tutti gli elementi musicali e televisivi di intrattenimento. Sottocoperta ci sono tre cabine con altrettanti bagni. Quella armatoriale, con il letto per madiere, è assai ampia, a mezzanave; una doppia con letti in piano la separa dalla Vip di prua. Esiste anche una variante, con la cucina nel salone, dietro al bar, e quattro cabine sottocoperta, sempre con tre bagni. In entrambi i casi la cabina del marinaio è optional. Un’altra possibilità è quella di scegliere la versione “Sky deck” dove sulla tuga è ricavato un piccolo fly poco visibile, con la seconda timoneria e due lettini prendisole. La perfetta installazione dei motori su questo modello ha ricevuto dalla Man il riconoscimento Gold Standard cosicché, oltre ai due anni di garanzia per l’intera barca, l’armatore può godere di tre anni addizionali per i componenti specifici dei motori.
Giorgia Gessner
editoriale
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