Boat Review | 46 metri ad alta tecnologia
Katya Delta Marine, americana di razza
Tecnologie della progettazione tridimensionale estremamente avanzate, abbinate all’impiego dei materiali compositi. Sono queste due delle principali caratteristiche di Katya, ultima realizzazione del cantiere statunitense Delta Marine. Fondato dalla famiglia Jones, Delta Marine si lancia nella nautica all’inizio degli Anni 60 spinto dalla passione per la qualità. In breve il cantiere di Duwasmish River, Seattle, Washington, acquisisce grande fama per la solidità e le qualità costruttive dei suoi pescherecci che operavano nelle dure acque dell’Alaska e del mare di Bering. A partire dagli Anni 80, Delta si è dato la mission di costruire i migliori luxury yacht e dagli Anni 90 si è dedicato in esclusiva alla costruzione di megayacht. Katya, l’ultima new entry in ordine di tempo, è l’esempio navigante dell’alto livello qualitativo raggiunto in questo settore.
Lungo 46 metri e largo 9,30 metri, Katya è il quinto megayacht dislocante di Delta Marine; riunisce le classificazioni Lloyd e Mca ed è stato disegnato dal Delta Design Group che ne ha curato non solo il design esterno ed interno, ma anche tutti gli aspetti di engineering.
Primo tratto saliente dell’exterior design di Katya, oltre agli elementi di collegamento tra i ponti, che slanciano in avanti tutta la sovrastruttura, è la presenza di una finestratura praticamente unica che avvolge il ponte superiore e che fa risaltare la leggerezza del sun deck. Secondo elemento di spicco, l’altrettanto grande finestratura che a prua conclude il main deck illuminando la suite dell’armatore che ha voluto un’imbarcazione da usare con la famiglia, elegante e al tempo stesso confortevole (Katya, tra l’altro, è dotato di stabilizzatori zero-speed), come una casa sul mare. Una richiesta esaudita dal suo designer, Jean Claude Canestrelli, che, in collaborazione con il Delta Design Group, ha realizzato uno yacht dove grandi spazi all’aperto e interni accoglienti e caldi, senza per questo risultare sovraccarichi, si combinano in un mix affascinante. Così, il sun deck comprende un bancone bar organizzato con isola centrale collocato sotto il roll bar, la postazione per una cucina attrezzata, una piscina ed è arredato con numerose chaise longue. All’insegna dello spazio e della vita all’aperto sono anche il pozzetto sul ponte principale e la terrazza dell’upper deck, entrambi arredati con tavoli per 10 invitati così da realizzare vere e proprie sale da pranzo “al fresco”.
Gli interni, dove grande protagonista è il mogano in tutte le sue declinazioni, compreso il ricercato mogano Khaya, rimandano al tempo in cui a bordo degli yacht la massima espressione dell’abilità artigianale era all’ordine del giorno e ogni elemento era non solo funzionale, ma anche splendidamente realizzato. Così, sul main deck, già superando la porta di cristallo che immette prima nella zona bar e poi nel living con i suoi preziosi mobili in mogano, si può apprezzare tutta la qualità degli arredi, per esempio nei buffet con i piani d’appoggio in breccia Vendome. La dimostrazione di eleganza prosegue, superata la sala da pranzo, nella suite armatoriale, con le due vetrate laterali sul mare. Nel bagno dell’armatore, come in quelli delle quattro cabine ospiti a lower deck, un ricercato utilizzo di marmi preziosi e di onice.
E appunto l’onice è con il mogano l’altro materiale che caratterizza Katya. Anche in questo caso declinato in una vera tavolozza di colori, dal verde al bianco, al rosa nel bagno della moglie dell’armatore. La dimostrazione di grandi capacità e cura nella lavorazione prosegue nel foyer, mentre la scala che collega i ponti di Katya, in acciaio e mogano africano, è un altro esempio della raffinatezza decisamente concreta di questo megayacht.
Emilio Martinelli
Tratto da n.3/2010 editoriale
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