Boat Review | Crn 43 - Lady Trudy
Suggestioni americane
Si chiama “Hamptons style” e attraverso i materiali, la loro lavorazione, gli arredi e un utilizzo coordinato dei colori realizzano una particolarissima atmosfera: quella, tutta East Coast, che si respira fuori e dentro le ville di South Fork a Long Island. Ed è questa atmosfera ricca di fascino che regna su Lady Trudy, navetta di 43 metri di CNR, cantiere e brand del Gruppo Ferretti specializzato nella costruzione di megayacht fully custom. Presentato al Festival de la Plaisance di Cannes 2011, Lady Trudy, è il risultato del lavoro congiunto dell'ufficio tecnico del cantiere e dello studio Zuccon International Project che ha curato le exterior design e organizzazione degli interni, a loro volta disegnati dal Centro stile CRN e realizzati, in tutti i suoi componenti, dalle maestranze e dai partner del cantiere. Un lavoro impegnativo svolto a stretto contatto con l’armatore e nella ricerca di quella eccellenza che solo la cantieristica e il design italiano sanno dare. Il risultato è uno yacht dove alle particolarità delle linee esterne si abbinano interni e scelte di décor di grande personalità che si esprime anche nell’utilizzo del colore, uno degli elementi salienti di Lady Trudy.
A cominciare dall’abbinamento tra bianco e rosso, tra bianco e blu e tra bianco e beige che troviamo rispettivamente nell’arredamento dei pozzetti sul main deck, sull’upper deck e infine sul ponte sole. E il colore come elemento centrale prosegue nel living sul ponte principale con le poltrone in midollino bianco a contrasto con il mogano del coffee table nella zona conversazione, e ancora, con il verde-acqua delle due librerie, elementi di separazione con la zona pranzo. Qui è al tavolo per dieci commensali che passa il testimone cromatico con un vano colmo di sabbia e di conchiglie dai riflessi iridescenti posto sotto il piano di cristallo. La sala da pranzo conclude le aree sociali del main deck che prosegue con la cucina, il disimpegno e quindi la suite armatoriale che è preceduta da uno studio e comprende anche due locali bagni con lavabi in pietra San Gaudenzio. Nella cabina vera e propria, dove troneggia un matrimoniale con baldacchino, il colore è il beige, ma l’elemento “forte” è il terrazzino, arredato con poltroncine e coffee table, che è possibile aprire nella murata di dritta e utilizzare anche in navigazione. È questa una particolarità di Lady Trudy e di tutta la linea semi custom CRN Navetta 43, che si somma a una zona pranzo sulll’upper deck che occupa quasi per intero la terrazza di poppa.
Da qui si accede al salone, che comprende una zona bar, e che è arredato con divani all’insegna del color panna e del rigato. Verso prua la lobby, la cabina del comandante e infine la plancia dove regna la massima tecnologia. È questa un’ulteriore caratteristica di Lady Trudy che monta un innovativo sistema di entertainment, info e domotica. Si tratta del “myOlos”, sviluppato da CRN, Videoworks e Intel che attraverso un iPod permette di controllare tutte le funzioni di bordo. Ma non è finita perché le particolarità proseguono sul sun deck, che a prua ospita una jacuzzi contornata da divani e tavolini, al centro un american bar e, nella sezione di poppa, appositamente ampliata, la piazzola touch-and-go per elicotteri fino a 1,5 tonnellate.
E ancora al ponte inferiore dove a distinguere sono le scelte cromatiche delle quattro cabine ospiti intitolate ad altrettante località della East Cost. Così la vip Newport ha la moquette bianca incorniciata di linee gialle, nella Cape Cod le linee sono verdi, mentre nella Mystic rosse e nella Nantucket blu. Uguali invece i piani dei bagni in San Guadenzio grigio-antracite. I locali dell’equipaggio a prua, la sala motori con due Caterpillar che assicurano 13 nodi di crociera e 15,5 di velocità massima, il garage con portello a murata, e un gym che dà sulla piattaforma di poppa concludono il lower deck di Lady Trudy che il lavoro di un grande cantiere, di un affermato yacht designer e di maestranze appassionate hanno portato a essere un esempio di eccellenza dove si realizzano romantiche atmosfere americane attraverso la sapienza del made in Italy. Emilio Martinelli
Tratto da 1/2012 editoriale
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