Boat Review | Semidislocante del cantiere olandese Heesen
My Petra, essenziale e raffinato
All’insegna dell’eleganza. Così si potrebbe riassumere My Petra, una delle ultime realizzazioni del cantiere Heesen. Fondato nel 1978 da Frans Heesen, a Oss, in Olanda, Heesen Yachts è stato il primo cantiere olandese a utilizzare l’alluminio per la costruzione di yacht. Da allora è diventato leader nel disegno, progettazione e costruzione di motoryacht con alte prestazioni interamente in alluminio. Dal 1992 Heesen Yachts ha ampliato la produzione con scafi dislocanti in acciaio e oggi il cantiere realizza yacht da 37 a 65 metri di lunghezza.
Passione, performance e perfezione i pilastri su cui poggia la sua filosofia aziendale. Costruito interamente in alluminio e lungo 44 metri, My Petra è il sesto esemplare della serie semidislocante 4400 Class che, assieme alla 3700 Class, rappresenta uno dei progetti più noti del cantiere. I nomi che hanno contribuito al successo della 4400 Class, così come di My Petra, sono quelli di Heesen Yachts e di Frank Laupman di Omega Architects che hanno firmato molti degli yacht costruiti dal cantiere olandese. Tra i tanti, Seascape, un 36,30 metri dalla linea decisamente mediterranea, il 47 metri Sweet Doll con la piazzola di atterraggio per l’elicottero che si solleva e diventa la copertura della piscina termale e Celestial Hope, altro 47 metri dove Laupman e Omega Architects hanno ricreato gli ambienti e lo spirito di una villa al mare statunitense.
Di My Petra, Laupman ha curato, oltre al design esterno, anche l’interior design realizzando ambienti e situazioni che nulla concedono allo sfarzo, ma che al contrario abbinano linearità e, appunto, eleganza. Qualità che peraltro si rivela già nell’andamento della sovrastruttura che da prua al fly e allo specchio di poppa realizza un tutt’uno che snellisce e rende leggero allo sguardo lo sviluppo in altezza dello yacht. «La mia definizione di My Petra è racchiusa in tre parole: essenziale, raffinato ed elegante», spiega Frank Laupman, architetto olandese che proprio con Heesen Yachts, e in particolare grazie a Jan Gremmen, direttore tecnico del cantiere, ha cominciato a operare nel mondo nautico. «Merito anche della scelta di utilizzare per gli arredi il legno di pero, che con il suo colore morbido caratterizza tutto il ponte principale. Uno spazio arricchito da un gioco di intarsi su tutti i mobili che impreziosiscono gli ambienti. Il legno di pero è stato a lungo dimenticato e sta tornando sulla scena proprio di questi tempi. È un legno molto duro e quando è rifinito a regola d’arte al tatto sembra seta, dando una sensazione molto piacevole. Oltre al legno di pero a bordo abbiamo anche usato il noce». ù
Per gli ambienti interni, anche My Petra, come le sue sistership, presenta la particolare organizzazione del living sul ponte principale con, all’ingresso dal pozzetto, una prima zona di conversazione semicircolare seguita, verso prua, da un più tradizionale salone con divani e poltrone attorno a un tavolino basso. Proseguendo verso prua, si trova la zona pranzo collegata con la cucina. Superata la zona pranzo, lungo la murata di dritta, e preceduto da un disimpegno, l’ufficio dell’armatore immette nella suite padronale che si sviluppa a tutto baglio nella successione cabina-locale bagno. Particolare nella cabina vera e propria la soluzione adottata per la testiera del letto. Realizzata in pelle, è appoggiata a un grande specchio che crea un’interessante illusione ottica ampliando lo spazio verso prua del locale. Si ha così l’impressione di vedere un’altra stanza che è però frutto solo dello specchio. Il motivo semicircolare della prima zona conversazione sul ponte principale lo ritroviamo anche all’upper deck, nel tavolo ovale sulla terrazza di poppa e nella vetrata, appunto semicircolare, che funge da ingresso al lounge. La plancia, con le poltrone di pilota e assistente, e con un divano a C per gli ospiti, conclude a prua l’upper deck. Tutto dedicato al sole e al relax il fly bridge, con vasca da idromassaggio, anche questa circolare, posizionata a poppa e circondata da un grande prendisole. La zona pranzo con tavolo per 10 commensali è sotto il roll bar.
Il ponte inferiore infine è dedicato agli ospiti, proseguendo l’impostazione di assicurare la massima privacy a bordo. Un’impostazione che comprende anche il secondo pozzetto con divani e tavolo, un vero e proprio living, collocato a prua del main deck. Per quanto riguarda il lower deck, a cui si accede dalla scala che a centro barca collega i vari ponti, My Petra mostra una configurazione con quattro cabine con due vip e due doppie. Il lower deck si conclude a prua con gli alloggi per l’equipaggio e a poppa, dopo la sala macchine con i due Mtu da 2720 cv che assicurano la velocità massima di 25 nodi e di crociera di 12 con un range di 3000 miglia, con il garage che sfiora i sei metri di lunghezza.
Emilio Martinelli
Tratto da n.2/2010 editoriale
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