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Boat Review | Rosehearty

Il mare incontra lo stile

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Un misto di tradizione e innovazione. In questo caso si può davvero usare questo incipit. Perché Rosehearty, il 56 metri di Perini Navi sceso in mare giusto un anno fa, riunisce elementi molto diversi per realizzare uno yacht unico per eleganza e contenuti stilistici. Soprattutto Rosehearty è il prodotto dell’incontro tra due personalità molto speciali: quella del magnate televisivo Rupert Murdoch, al suo secondo Perini Navi dopo il 48 metri Morning Glory, e uno dei più innovativi stilisti contemporanei: il francese Christian Liaigre. Terzo protagonista dell’avventura, Perini Navi e la sua serie dei 56 metri, sviluppata in collaborazione con il progettista irlandese Ron Holland, di cui Rosehearthy è il terzo esemplare dopo Burrasca e Santa Maria. «La costruzione in alluminio di scafo e coperta ha richiesto oltre 80mila ore di lavoro», spiega Giancarlo Ragnetti, direttore generale di Perini Navi. «A queste vanno aggiunte quelle per l’allestimento». In totale sono state necessarie oltre 400mila ore di lavoro per realizzare un ketch di 56 metri di lunghezza fuori tutto, con un baglio di 11,51 metri, un dislocamento di 486 tonnellate e lo scafo tutto bianco. Un segnale della tradizione visto che, stando alle leggi non scritte ma sempre valide della marineria, gli yacht possono essere di tutti i colori, basta che siano bianchi: «Una precisa scelta dell’armatore», interviene Ragnetti. Per il resto Rosehearthy ricalca le linee delle sister ship: dal profilo della sovrastruttura con il bimini a protezione della timoneria alla lunga ala del flying che ripara il pozzetto, al grande portellone di poppa dove si celano il garage e una palestra, all’impiego di winch automatici e avvolgitori sviluppati da Perini Navi. Un sistema che permette di governare facilmente i 1560 metri quadrati di velatura che si possono issare sui due alberi rispettivamente alti 59 e 48 metri sull’acqua. «E che montano i boma in carbonio con avvolgitori costruiti direttamente da noi», sottolinea Ragnetti. E questa, dopo quella di uno yacht bianco che interrompe una lunga serie di Perini Navi con lo scafo blu, è la seconda novità di Rosehearthy. A cui si aggiunge quella del garage collocato in coperta, a prua dell’albero di maestra, per imbarcare un tender di maggiori dimensioni rispetto a quello a bordo degli altri 56 metri. Ma non sono queste, o almeno non sono quelle tecniche o di organizzazione della coperta, le particolarità che fanno di Rosehearthy uno yacht unico. Sono le scelte che armatore e interior designer hanno fatto in tema di impostazione generale dello yacht. «L’armatore voleva una barca per le vacanze, da usare con la famiglia; non uno yacht su cui dare dei party o fare vita mondana», spiega Christian Liaigre, alla sua prima esperienza nel mondo dello yachting. Designer tra i più affermati del panorama internazionale, Liaigre ha realizzato, tra l’altro, il Mercer Hotel di New York, la sede di Valentino a Parigi, le abitazioni di stilisti come Calvin Klein, Karl Lagerfeld o Kenzo, e il loft di Rupert Murdoch nel quartiere di Soho, a New York, che gli ha poi affidato il suo nuovo yacht. «Non abbiamo voluto fare nulla di spettacolare: abbiamo voluto far sentire l’avventura e il mare», precisa Liaigre. Da queste scelte è uscito Rosehearty con la sua voglia di navigare. Un’impostazione che, dopo il flying con i suoi spazi da vivere a contatto con il mare, prosegue nel living del pozzetto. Come sempre raccolto e protetto, è uno spazio arredato con un divano lungo la falchetta di poppa e una zona conversazione all’ingresso del salone. Ma è nell’interno che Liaigre ha sviluppato appieno il tema di uno yacht da vivere viaggiando attraverso l’utilizzo di materiali tradizionali declinati in quel design semplice, minimalista ma lussuoso, che lo ha reso famoso. E il primo esempio, entrando dal pozzetto nel salone, è la zona conversazione arredata con tavolini bassi, divani in pelle e poltrone dal design essenziale. Elemento caratterizzante dell’ambiente, che sulla parete di prua accoglie lo schermo al plasma, è il divano in cuoio rosso lungo le murate e che, in porto, dà spazio a ulteriori ospiti. Dal living si passa a uno studio, collocato sulla sinistra, e alla sala da pranzo, a dritta. Sempre con il divano lungo le pareti. La plancia, da cui si scende alla zona equipaggio e ai locali di servizio, conclude il ponte di coperta dove i colori sono quelli del cuoio rosso, dei tessuti ecru, della pelle color sabbia, dei pavimenti in essenza chiara, dei riflessi dell’ebano nei mobili. Combinazioni cromatiche presenti anche al ponte inferiore e nella zona notte a cui si accede da un disimpegno accanto alla sala da pranzo. La suite armatoriale è collocata a centro barca ed è a tutto baglio, organizzata con camera da letto, studio, guardaroba e locale bagno. Per gli ospiti sono a disposizione due cabine matrimoniali e due con letti affiancati. Anche qui, un disegno senza fronzoli, abbinato a un sapiente utilizzo delle tonalità delle varie essenze (Christian Liaigre è soprannominato Monsieur Bois, Signor Legno) e dei colori naturali dei tessuti. Infine, nelle cabine, nel living e negli altri ambienti, oggetti che ricordano le mete preferite dell’armatore: Polinesia, Africa, Australia. Un’altra maniera per unire su Rosehearthy tradizione e innovazione e far sentire l’avventura e il mare.
(Yacht Capital, n.1/2007)

editoriale

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