Boat Review | Un cocktail dal sapore deciso
Sacs Lancia di Lancia, rib sportivo
Nei ruggenti Anni 80 spopolava uno spot tv. Un artigiano in bicicletta bloccava il traffico cittadino aggirandosi con un’enorme pennellessa sulle spalle, perché, sosteneva, «devo dipingere un parete grande, mi serve un pennello grande». Il vigile urbano accorso a sbrogliare l’ingorgo gli spiegava: «Non serve un pennello grande, ma un grande pennello». Trent’anni dopo è la Sacs a fare sua la sottile, ma sostanziale, distinzione. «Il Lancia di Lancia non è un gommone grande, ma un grande yacht di piccola taglia», spiega Christian Grande, il designer autore dei più innovativi rib (gommoni a chiglia rigida) degli ultimi anni.
«È un progetto voluto per ridare lustro a Lancia, uno dei più rappresentativi marchi automobilistici italiani. Abbiamo pensato di realizzare qualcosa in grado di stupire rimanendo comunque un mezzo per navigare. Un prodotto intrigante con contenuti da Vip. Qualcosa capace di catalizzare l’attenzione anche in un contesto in cui tutto richiama sguardi, come il Festival del cinema di Venezia, dove ha debuttato. Un prodotto extrasettore automobilistico, con il denominatore comune dell’italianità in ogni aspetto: progettuale, costruttivo ed estetico, così esclusivo da riaccendere l’interesse verso il nome Lancia».
In pratica, mettere in un oggetto fatto per andare in acqua tutte quelle idee associabili al marchio e riuscire a far sì che un rib susciti le stesse emozioni. E dall’altra parte, dare la possibilità all’armatore e ai suoi ospiti di essere associati a qualcosa di attraente e insolito. L’aspetto sportivo in questo caso è stato uno degli elementi: la livrea Martini Racing legata al marchio torinese nella sua veste più corsaiola, trova sostanza nei 1120 cavalli dei propulsori Ftp scaricati in acqua da eliche di superficie.
Gli stilemi utilizzati sono mutuati sia dal mondo automobilistico sia da quello dei grandi yacht riuscendo a creare un prodotto anticonformista:né auto, né barca, né gommone, ma capace di richiamare tutti questi archetipi. «La capote in tela, invece dell’hard top, per esempio, è un richiamo alle eleganti macchine decappottabili degli Anni 40 e 50 e all’idea di passeggiate romantiche. Così come alcuni elementi della sovrastruttura ricordano le berline cittadine. Le modanature e gli elementi in acciaio integrati alla sovrastruttura ricordano la battagliola degli yacht. Oppure elementi di arredo capaci di creare un ambiente unico, come il piano del bar capace di aprirsi come un pianoforte a coda». Riportare in scala i particolari tipici delle imbarcazioni di grandi dimensioni è un ulteriore sistema per dare importanza all’oggetto. Oppure riproporne le sensazioni provate durante l’uso: il calpestio centrale, anziché laterale, rende il Lancia di Lancia ancora più simile a uno yacht. Anzi ne fa la sua estensione naturale, passerella perfetta: l’ospite in movimento è sempre all’asciutto e nel punto più stabile dell’imbarcazione. Anche l’abito elegante, da gran soirée, rimane lontano dagli spruzzi sia durante la navigazione sia durante le fasi di imbarco e sbarco. Ma la stessa struttura della coperta è pensata per unire le varie anime. Il pozzetto è totalmente apribile, anche il parabrezza si solleva come il guscio di una conchiglia, ma rimane abbastanza scavato da rendere chi è dentro virtualmente invisibile agli occhi esterni e pure protetto dall’acqua. Eppure per la voglia di spazio e di aria ci sono le aree prendisole a prua e a poppa, fondamentali per un oggetto destinato anche a fungere da dayboat per un megayacht. E la cabina di prua è pensata proprio per offrire la possibilità di un riposo postprandiale o per potersi regalare un’imprevista notte in rada.
Giacomo Giulietti
Tratto da n. 5/2010 editoriale
Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /var/www/htdocs/yachtweb/htdocs/be/public/view/correlati_tot.php on line 124
|
|