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Yachtonline.it  Barche Boat reviewVismara V55 b2: sport & famiglia

Boat Review | Splendida ambivalenza

Vismara V55 b2: sport & famiglia

Se il gioco fosse solo disegnare la barca più insolita, alla fine non sarebbe neanche così difficile. Le regole per avere un armatore felice, però, prevedono altri vincoli: la barca deve piacergli; deve essere riconoscibile dalle altre; deve essere funzionale fuori e dentro; e deve navigare bene. Regola aggiuntiva, tornata in vigore in questi tempi in cui la predisposizione alla spesa è minore, la barca deve durare a lungo. Questa partita stavolta la Vismara l’ha giocata con un armatore alla sua seconda esperienza di barca e alla prima di un progetto pensato per sé e le proprie necessità.

Il b2 è un membro della famiglia V55, nello specifico, un 55 pensato per un uso familiare, ma senza disdegnare qualche competizione durante la bella stagione. Vengono quindi magnificate le doti tipiche dei progetti Vismara: leggerezza di costruzione, con uno scafo in carbonio capace di contenere il dislocamento in sole 10 tonnellate, il 50 per cento delle quali in chiglia; semplicità d’uso, perché l’utilizzo in crociera non sia penalizzato dalla complessità o fatica delle manovre; pulizia della coperta, con tutte le manovre recessate e intubate in fase di costruzione; un piano velico in cui la randa fa la parte del leone e a prua si alternano un fiocco con minima sovrapposizione, un code zero per le andature più larghe e un gennaker da murare all’estremità del bompresso fisso, largo abbastanza da poter fungere anche da passerella nel caso in cui si ormeggi di prua, mentre la passerella vera e propria in navigazione è integrata nella poppa e forma la schiena d’asino che chiude il pozzetto.

Proprio per venire incontro alle duplici volontà dell’armatore, crociera e regata, il piano velico presenta due versioni. Con randa square top, e volanti, rese necessarie dall’impossibilità di usare lo strallo di poppa quando si incrementa la superficie velica in testa d’albero: la randa non potrebbe passare da una parte all’altra; oppure con randa tradizionale e volanti portate in testa d’albero a mo’ di paterazzi. Così in coperta rimane solo una persona oltre al timoniere per ogni necessità di manovra. Per quanto riguarda le linee d’acqua, si evidenzia la classica geometria dei più recenti lavori Vismara, con ingressi sottili e avviati, bagli massimo a mezza nave e uscite poppiere piatte, enfatizzate dallo spigolo tra carena e murata quasi verticale.

Questa netta divisione tra piani è ribadita anche come scelta di design. Tutta la coperta, ma il motivo si ripete anche all’interno, è all’insegna della linea retta, con particolari capaci di identificare come esclusivo l’oggetto, per esempio il minimo labbro della copertura della tuga sopra la finestratura anteriore la fa sembrar appoggiata anche se è realizzata insieme al resto della coperta. Oppure tutti gli elementi della battagliola, a eccezione delle draglie, con profili poligonali anziché tondi: o gli elementi di ferramenta come le cerniere e le chiusure dei gavoni e dei passauomo (tutti a filo teak), prodotti ad hoc per Vismara e in alcuni casi proprio per questo progetto. Sottocoperta la suddivisione è tradizionale, con la cabina armatoriale a prua e le due cabine gemelle (tutte con il proprio bagno privato) a poppavia del salone. Quest’ultimo ha il calpestio rialzato in modo da creare un maggiore volume tecnico tra sentina e pagliolo in cui posizionare i serbatoi strutturali e parte degli impianti per mantenere il più possibile i pesi a centro barca.

Sempre in questa direzione va anche la scelta di posizionare nel centro del salone il motore, chiuso in una scatola totalmente ribaltabile per le necessità di ispezione e manutenzione. Così facendo si crea anche il supporto e la struttura per il tavolo da pranzo che può essere aperto grazie a due ali laterali, e alzato rispetto alla posizione di riposo, in modo da accomodare otto commensali. L’impianto elettrico, distribuito nello scafo per diminuire e razionalizzare i pesi, ha un sistema a triplo back up capace di tenere sotto controllo la navigazione e gestire da un touch screen tutti gli impianti di bordo, nessuno escluso.

Giacomo Giulietti

Tratto da 8/10
editoriale

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