Classic | Scatti d'epoca
Foto per riscoprire le navi storiche
Le fotografie di navi d’epoca non hanno solo un interesse di tipo storico, ma sono anche la testimonianza di quelle che erano delle vere e proprie opere d’arte e di ingegno in movimento, sia che si trattasse di transatlantici utilizzati per il trasporto passeggeri sia che si trattasse, invece, di navi da guerra. Ciò che spinge numerosi appassionati a collezionarle è forse la sensazione di prendere parte, in un certo senso, a un’impresa grandiosa, dove il lusso, l’eleganza delle navi o la potenza delle armi si sono rivelati spesso qualcosa di effimero, vuoi per imperizia o per concause storiche; ma ciò non toglie nulla allo sforzo, all’inventiva e all’abilità degli uomini che queste navi hanno realizzato. Rappresentano quindi un’ottima idea da prendere in considerazione per un Natale originale all’insegna delle tradizioni navali, che sarà sicuramente gradito agli appassionati collezionisti.
Per esempio, la prima nave a vapore, il Turbinia, varata il 2 agosto 1894, costituì una totale rivoluzione nel modo dei trasporti di passeggeri e merci. Testata durante una dimostrazione alla presenza del Principe di Galles nel 1897, passando molto velocemente tra due file di navi evitò senza difficoltà un’altra unità che avrebbe dovuto raggiungerla e fermarla, meritandosi il soprannome di “Levriero del Mare del Nord”. Il merito di questo successo fu di Charles Parsons, che, insieme ai suoi collaboratori, elaborò un motore a tre alberi, muniti ciascuno di tre eliche di guida, che permettevano al Turbinia di raggiungere una velocità di 34 nodi.Questo tipo di motore e di alimentazione divenne poi lo standard a bordo delle navi successive, cosa che diede il via alla corsa delle varie compagnie di navigazione alla costruzione di unità sempre più veloci.
Tra i protagonisti di questa sorta di gara di velocità troviamo la White Star Line (divenuta poi tristemente famosa per essere la compagnia di navigazione del Titanic) fondata a Liverpool nel 1845 (nel 1850 secondo altre fonti) da H.T. Wilson e J. Pilkington. Nel 1867, a causa del pessimo stato finanziario in cui versava, venne acquistata per circa 1.000 sterline da Thomas Henry Ismay.
Sia i nomi delle navi (tutti terminanti in “ic”, come ad esempio Atlantic o Baltic) che le loro linee (fumaioli avana con cima nera, scafo nero con una riga rossa nella parte superiore e come bandiera una coda di rondine rossa blasonata con una brillante stella bianca a cinque punte) contribuirono a rendere il marchio White Star Line qualcosa di immediatamente riconoscibile. Quando il vecchio Ismay morì, il 23 novembre 1899, gli succedette suo figlio Joseph. Proprio in quell’anno il Teutonic della White Star Line vinse l’ambìto Bleu Ribbon (il Nastro Azzurro, tuttora esistente) dell’Atlantico, titolo che premia la traversata più veloce. Ben presto, però, il record fu battuto di due nodi da una nave concorrente: il Mauritania della Cunard Line.
La White Star Line, nel frattempo unitasi all’I.M.M. (International Mercantile Marine Company del magnate J.P. Morgan), decise di correre ai ripari: durante una cena tra Ismay e William James Pirrie, presidente della Harland & Wolff di Belfast, nacque l’idea di costruire navi che sarebbero andate a più di 20 nodi, ma con un livello di sicurezza e di lusso senza precedenti.
L’11 settembre 1907, la White Star Line annunciò quindi il suo accordo con Harland & Wolff per la costruzione di tre enormi transatlantici della serie “Olympic” e cioè l’Olympic, il Titanic e il Gigantic, nome quest’ultimo che però fu sostituito con Britannic.
L’Olympic fu il primo dei tre grandi transatlantici della White Star Line, di oltre 45.000 tsl e gemello del Titanic (quasi tutte le fotografie del Titanic appartengono in realtà all’Olympic, perché non ci fu tempo a sufficienza per riprenderlo a causa dell’affondamento). Ebbe numerose peripezie, tra cui quella di affondare, unico caso di nave civile a compiere un’azione simile, il sommergibile tedesco U-103, e andò in demolizione solo nel 1937.
Purtroppo è noto che il Titanic non ebbe un simile destino (affondò il 14 aprile 1912 e morirono 1500 persone); anche il Britannic, nel 1916, entrò in collisione con una mina e affondò. L’anno successivo toccò a un’altra nave della White Star Line, il Laurentic, divenuto celebre perché grazie alla sua velocità la polizia britannica riuscì ad arrivare in Canada prima dell’assassino Crippen, fuggito a bordo di un’altra nave: il Laurentic affondò dopo la collisione con due mine, costando la vita a molte persone e portando con sé in fondo al mare un ingente carico d’oro, mai recuperato completamente.
Queste tragiche vicende non fermarono, però, la volontà dei costruttori di migliorare ancora di più la qualità delle loro navi. Un esempio ne è il transatlantico Paris, che fu costruito dai Chantiers de l’Atlantique di Saint-Nazare per la Compagnie Générale Transatlantique; la consegna era stabilita nel 1913 ma fu terminata solo nel 1921 a causa della prima guerra mondiale; fu il transatlantico più grande battente bandiera francese.Gli interni riflettono il periodo di transizione dei primi Anni 20 (con uno stile tra il Barocco, l’Art Déco e l’Art Nouveau) e i passeggeri potevano scegliere in quale cabina viaggiare; il lusso di questo transatlantico era qualcosa che nessun altro poteva pretendere di avere, la maggior parte delle suite aveva finestre quadrate anziché l’oblò e in alcune suite c’era persino il telefono privato, cosa estremamente rara a bordo di una nave. La qualità del cibo era eccellente e il servizio molto raffinato: si diceva che i gabbiani seguivano il Paris più di qualsiasi altro transatlantico. Il 18 aprile 1939 scoppiò un incendio nella panetteria di bordo mentre la nave era ancorata a Le Havre, durante le operazioni di carico di una serie d’opere d’arte proveniente dal museo del Louvre e destinate al padiglione francese della Fiera Internazionale di New York. Le opere furono tutte messe in salvo, ma la nave, a causa dell’accumulo d’acqua utilizzata nel tentativo di domare le fiamme, si ribaltò su un fianco. I suoi resti sarebbero poi stati demoliti nel 1947.
Bisogna ricordare a questo punto che non fu determinante per la fine di queste splendide navi solo la (a volte) scarsa previdenza umana, ma anche le vicende belliche e il contesto storico ebbero un peso enorme: durante il periodo delle due guerre mondiali non è sempre facile distinguere se queste meravigliose navi avessero un ruolo “civile” o uno “militare”, e non sempre i due ambiti si sono mantenuti distinti.
Se alcune navi nacquero evidentemente per scopi bellici o comunque di addestramento militare, altre navi, come il Tuscania, si trovarono coinvolte loro malgrado in conflitti a fuoco con il nemico.
Varato come transatlantico di lusso all’inizio del 1915 dalla società Cunard (la già menzionata rivale della White Star Line), il Tuscania fu destinato alla rotta Glasgow-New York passando per Liverpool; il suo viaggio inaugurale si svolse il 6 febbraio dello stesso anno. Insieme al Lusitania e al Titanic era uno dei tre transatlantici più famosi del tempo (fu la nave sulla quale Conrand andò in America come passeggero). La sera del 5 febbraio 1918, mentre trasportava un grande contingente di soldati americani, un sommergibile tedesco lo avvistò e lo affondò. Questo avvenimento sconvolse l’America: era la prima volta dopo la guerra civile che gli americani subivano una tragedia di questa entità. I fili della storia si sono spesso intrecciati a quelli delle grandi e lussuose navi che solcavano i mari, il più delle volte ignare del ruolo che sarebbero state chiamate a svolgere. Ecco perché oggi il raccogliere antiche foto ha un fascino irresistibile.
Daniela Giorgi
Tratto da n. 156 editoriale
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