Design | Interni firmati Samir Badro
Greenline Yacht Interiors
Più che dalla loro storia forse è più interessante partire dalla mission: «Dare al cliente una qualità superiore, nei tempi e nei budget stabiliti, con un’altissima attenzione al dettaglio». Greenline Yacht Interiors è nata nel 1997 ed è una costola di Greenline Interiors, società leader nella realizzazione di interni di lusso, fondata nel 1976 da Samir Badro, architetto e interior designer. Dopo diverse esperienze tra Europa e Stati Uniti, Samir Badro decide di stabilirsi prima in Libano e poi negli Emirati Arabi Uniti, per la precisione a Dubai, per dedicarsi non più solo ai progetti ma anche alla realizzazione di progetti legati al lusso, tra cui alberghi, residenze e palazzi principeschi. Parole d’ordine: eccellenza dei manufatti, raggiungimento degli accordi presi con i clienti. Ed è grazie alle grandi capacità di Samir Badro e del suo team che il gruppo negli anni è cresciuto fino ad arrivare ad avere 1500 dipendenti. Di cui 600 impiegati in Greenline Yacht Interiors, specializzata nella realizzazione di interni di lusso per superyacht.
La sede centrale è a Dubai, a cui si affiancano la sede strategica di Amburgo e l’ufficio di Londra. Con i suoi 28.000 metri quadrati, la nuova fabbrica di Dubai è la più grande sede produttiva al mondo in questo settore. Il motivo della nascita di questo nuovo polo è la grande quantità di commesse in corso. «I nostri clienti sono principalmente armatori di superyacht e navi che superano i 70 metri e provengono da ogni parte del mondo», dice Samir Badro. Tra i progetti più noti si possono citare: un motoryacht lungo 120 metri disegnato da Philippe Starck; il motoryacht Swift, 140 metri, costruito da Abu Dhabi Mar e disegnato da Jean Pierre Studios; oltre a una commessa che sa di impresa grandiosa, ovvero i tre “fratelli” Martha Ann, St. Nicholas e Apoise per i cantieri Lürssen, tutti di 70 metri. Numeri che sbalordiscono, soprattutto se si pensa che anche il mercato della nautica attraversa un momento duro a causa della crisi globale, ma che non preoccupa Glyi: «La crisi non ha toccato la nostra azienda, i nostri clienti continuano a incaricarci di costruire gli interni dei loro yacht, con commesse a lungo termine».
E se ci si chiede come sia possibile continuare a crescere in tempi di flessione economica e quale sia la chiave del successo, ecco la risposta: «Il successo è allo stesso tempo un impegno e una visione di vita, oltre al desiderio di raggiungerlo. Il nostro sta nella qualità di ciò che produciamo, ma anche nella qualità dei rapporti fra il nostro staff e i nostri fornitori, ed è infine legato alla soddisfazione dei nostri clienti». È grazie a questa miscela di energie positive che Glyi durante la recessione è riuscita a crescere, diventando una delle 10 società più prestigiose al mondo nel campo dell’allestimento navale di lusso. All’interno dell’azienda lavorano circa 600 maestri artigiani e operai, specializzati nel settore della produzione di strutture e componenti per finiture di interni. Il valore aggiunto sta nel connubio di tecnologia e artigianalità: le grandi capacità manuali nella lavorazione dei materiali sono consentite da un ufficio tecnico di prim’ordine: «Siamo orgogliosi di poter supportare designer e progettisti di fama mondiale con il nostro team di ingegneri, preparati e costantemente aggiornati sulle tecnologie più avanzate. Questo team è il nostro pilastro portante nello sviluppo del progetto e ci permette di partire dallo sviluppo di uno disegno che parte dai designer e di arrivare a un progetto ingegneristico dettagliatissimo passando fluidamente da una fase primordiale del progetto a quella definitiva che corrisponde in ogni sua parte alla realtà costruita». Questo tipo di organizzazione permette a Glyi di trasformare in realtà la creatività dei progetti dei designer. Gli interni sono prodotti a Dubai, dove vengono assemblati in un grande modello in scala uno a uno, operazione che permette di accertarsi della perfezione degli elementi e della loro effettiva aderenza allo scafo nel momento in cui saranno installati. Glyi è impegnata nella ricerca e nell’uso di materiali ultraleggeri e fornisce ai clienti qualsiasi finitura essi desiderino. «Il progetto più bello?», conclude Badro, «lo stiamo ultimando, è un ultra 150 metri di Blohm + Voss disegnato da Terence Disdale: sarà il più grande yacht privato al mondo».
Cecilia Avogadro
Tratto da n.2/2010 editoriale
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