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Design | Zero ostacoli

Sw 94: nessuna barriera in coperta

Un passo, un tassello. Tutto con molta calma e con grande attenzione nel consolidare le esperienze acquisite. Ora, dopo il passo in avanti nella scala delle lunghezze effettuato con la nascita del 110 piedi (ma c’è già in progetto il 120’ e il 130’ non è lontano), è la volta di un tassello nel meticoloso puzzle che dal 1990 Willy Persico sta realizzando con il suo Southern Wind Ship-yard. «Con Reichel Pugh e Nauta Design», spiega il creatore del cantiere di Cape Town, «avevamo realizzato il 78 piedi in cinque esemplari e il 72, di cui abbiamo costruito una sola imbarcazione. Il 78, nato come scafo da crociera brillante, si è però rivelato molto competitivo in regata: All Smoke ha vinto la Maxi Yacht Rolex Cup del 2007 nella classe mini maxi Irc e Southern Star la Superyacht Regatta di Porto Cervo 2008 nella cruising division. Da qui, e dalla richiesta di clienti che volevano una barca più grande, ma con le stesse caratteristiche del 78, è nato il 94. Uno yacht da crociera molto veloce; un cruiser racer capace di ben figurare nel circuito dei maxi. Ma anche uno scafo oceanico; non solo in grado di effettuare in piena sicurezza il trasferimento dal Sudafrica in Europa, ma anche di girare il mondo».

«Siamo ai disegni esecutivi», spiega Mario Pedol, fondatore assieme a Massimo Gino di Nauta Design, «e ci siamo occupati del general concept, del design degli esterni e degli interni. Un lavoro impegnativo. Per mantenere le caratteristiche del 78, ma crescendo di dimensioni, lo sforzo dal punto di vista tecnologico per avere gli stessi rapporti tra dislocamento e lunghezza è stato notevole. Questo significa attenta gestione dei pesi, tecnologie sofisticate negli impianti e una costruzione leggera». E qui entrano in scena il sandwich di carbonio e, fiore all’occhiello di Southern Wind, la tecnica dell’infusione. «È da sei anni che usiamo questa metodologia», spiega Persico. «E siamo stati i primi a impiegarla su una barca da 100 piedi. Oltre al sandwich di carbonio, sul 94 usiamo uno speciale tessuto ibrido di kevlar e vetro, progettato da noi, che serve a rinforzare la pelle esterna in carbonio nelle zone a rischio di impatti e che aiuta ulteriormente a contenere i pesi». «Bisognava conservare quella piacevolezza e quella maneggevolezza che vuol dire divertirsi a vela», dice Pedol. «Per questo, oltre a scafo e coperta, anche gli interni sono molto leggeri, tutti in honeycomb di Nomex. Inoltre viene impiegato il sartiame in pbo. È un risparmio di peso in alto che, volendo, permette di avere meno zavorra in chiglia. Oppure, a parità di peso, di avere maggiore potenza con una pinna più profonda».

Progettato per poter accogliere sia la chiglia fissa con 4,20 metri di pescaggio sia la lifting keel con pescaggio che va da 3,50 a 5,30 metri, il nuovo Southern Wind 94 ha sulla carta Vpp notevoli, specie di bolina. Con un vento reale di 6 nodi e un angolo all’apparente di 18°, la velocità prevista è di 8,34 nodi. Prestazioni che si abbinano a linee esterne decise, segnate dallo stesso profilo basso della tuga, quasi flush deck, che caratterizza altre realizzazioni di Nauta Design. La coperta, pur mantenendo l’impostazione generale con zona riservata agli ospiti, zona relax e zona di manovra, presenta una novità: quello che Mario Pedol definisce “nuovo percorso”. Con una premessa: che il 94 ha un’impostazione sportiva quindi, oltre alla poppa aperta, ha uno scafo relativamente basso sull’acqua che impone, nonostante i suoi quasi 29 metri di lunghezza fuori tutto (28,64 meri per la precisione), una stretta corrispondenza tra esterni e interni. Non è infatti possibile, anche su queste dimensioni, un’organizzazione degli spazi sottocoperta indipendente da quanto avviene sul piano di calpestio esterno.

«Nonostante questo limite», racconta Pedol, «siamo riusciti a realizzare sul ponte un collegamento diretto e senza dislivelli tra la poppa e l’ingresso al sottocoperta. Un vero e proprio nuovo percorso, senza gradini, senza ostacoli, che tuttavia mantiene quello che possiamo definire il nostro trade mark: la grande zona relax adiacente al pozzetto degli ospiti. È una delle nostre soluzioni più apprezzate fin dai tempi del Nauta 70 My Song e poi del Southern Wind 78. Ora dalla discesa dalla passerella al tambuccio tutto è sullo stesso piano». E, nel medesimo tempo, non sono stati sacrificati gli ambienti interni a poppa che hanno un’altezza utile di due metri. Qui si trova l’area riservata all’equipaggio con due cabine, la cucina e lo spazio per il carteggio. «L’elettronica ha ridotto gli spazi necessari», prosegue Pedol. «Ora tutto è costituito da un pannello con strumenti e apparecchiature: quindi il tavolo da pranzo dell’equipaggio può essere anche il piano di lavoro per chi segue la navigazione».

Non è questa l’unica soluzione particolare sviluppata da Nauta Design. «C’è un sistema molto semplice, anzi due, per valutare gli interni di una barca», prosegue Pedol. «Il primo è indicato per le cabine: più c’è piano di calpestio libero, meglio è. Il secondo vale per il living ed è il rapporto tra lunghezza e larghezza». In entrambi i casi il nuovo 94 supera gli esami. Per quanto riguarda la cabina letto armatoriale che, come su tutti i Southern Wind, è a prua, attorno al matrimoniale c’è molto spazio libero. E questa è una costante in entrambe le versioni sviluppate, che prevedono, oltre a quella dell’armatore, due o tre cabine ospiti. Nella versione con due cabine, il living non ha soltanto le giuste proporzioni, dando un senso di grande profondità all’ambiente, ma, sfruttando lo spazio che era della terza cabina, prosegue lungo la murata di sinistra verso prua. In questo modo realizza un vero e proprio salottino per la Tv direttamente collegato al salone. Una soluzione già sperimentata su Mrs Seven, il Southern Wind 100 Rs.

Non cambia invece nelle due versioni la posizione delle restanti cabine ospiti: una a prua e una a poppa del salone molto luminoso. Il design degli interni è improntato a un sobrio, ma elegante modernismo con largo uso di pannelli chiari alternati al teak. Il via al progetto un anno fa (stampo ormai completato); l’inizio della laminazione è prevista tra pochi mesi. Il primo esemplare del 94 piedi Southern Wind sarà in acqua nell’estate dell’anno prossimo. «Yacht improntato alle performance, molto pulito e aggressivo nelle linee», come lo definisce Mario Pedol. «Altro tassello della nostra coerenza in termini di scelte progettuali da sviluppare, mettere in produzione e proporre al mercato», per Willy Persico.

Emilio Martinelli

(Yacht Design, n. 3/2009)

editoriale

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