Design | Glamour firmato Javier Soto Acebal
Wally 130, quaranta metri fuori tutto
Dimostra un carattere molto forte il nuovo Wally 130, pur se confrontato con la consueta originalità del cantiere di Montecarlo. Merito del progettista Javier Soto Acebal che si dichiara profondamente grato al team con cui ha lavorato su uno degli ultimi nati in “Casa Luca Bassani”, presidente e Ceo di Wally. «Soltanto io so quanto duramente abbiano lavorato su questo progetto», dichiara il designer argentino. Che aggiunge: «È stato davvero un onore per noi collaborare di nuovo con Wally. Il concetto di questo 130 è tipicamente Wally, semplice, facile da utilizzare, veloce e moderno. La sua estetica dev’essere innovativa; allo stesso tempo le sue geometrie devono bilanciarsi mostrandosi piacevoli alla vista». Ammirandolo dal vivo non si può non ammettere quanto il risultato sembri totalmente in sintonia con gli obiettivi.
L’imponenza dei suoi quaranta metri fuori tutto (cui si aggiungono i 7,9 metri di baglio massimo e i 53,5 metri alla cima dell’albero) si stempera su un profilo decisamente atletico, memore più dell’America’s Cup che dello yachting crocieristico. Benché classificato semplicemente come fast-cruiser, questo sloop sorprende per le sue doti corsaiole, come conferma, non appena l’ha provato, Luca Bassani in persona, alla guida di Wally ma, soprattutto, timoniere di razza: «Con appena 8 nodi d’aria eravamo già molto veloci di bolina, ma anche molto stabili: sul 130 non occorre usare i ballast al di sotto dei 10 nodi di vento reale!».
Dipinto in un combattivo grigio metallico chiaro, smorzato dal rosso fuoco della linea di bellezza e del sartiame in Pbo, Wally 130 rinuncia alla classica battagliola per indossare un’impavesata potente, al cui interno si dischiude un piano di coperta se possibile ancora più ascetico del solito, con la poppa aperta sulla spiaggetta da cui si sale sul ponte. Qui, come sempre, la perfezione tecnologica di Wally si fonde col glamour d’avanguardia a cui ci ha abituato il cantiere monegasco: le timonerie con le plance hi-tech e la console computerizzata al centro del pozzetto fanno da sfondo al quadrato conviviale dai toni puri, dove il bianco dei divani squadrati emerge dal teak naturale, il nero delle attrezzature in carbonio è una presenza quasi solo intuita e riluce l’acciaio del flying box a piede d’albero (è grazie a questo brevetto che i carichi enormi delle drizze non gravano sulla coperta ma si scaricano sull’albero). Infine va detto che nel grande spazio libero a bordo, dove tutte le manovre scompaiono, si respira un gran senso di ariosità. «Per la costruzione sono stati impiegati i migliori materiali in commercio», spiega Javier Soto Acebal, «quindi carbonio prepreg superhigh modul con core in Nomex® e postcura per ottenere le più elevate prestazioni meccaniche. Le linee dello scafo sono molto pulite, con un alto volume verso l’estremità per aumentare le potenzialità nei picchi di velocità. La barca è dotata di lifting keel (da 4,5 a 6,2 metri) con trim tab, e di water ballast: 11 tonnellate d’acqua che aiutano la stabilità traducendosi in maggiori velocità e comfort durante la crociera». E il progettista specifica: «Il 130 è l’unico Wally con la sheerline rovescia (è la concavità del centro della coperta nel senso longitudinale, rispetto alla prua e alla poppa, in questo caso verso il basso, ndr): ciò ha la funzione di ridurre il windage verso prua (la superficie di resistenza al vento, ndr) e secondo me anche di conferire un profilo più basso ed elegante alla barca, oltre ad avere il vantaggio di renderla più resistente alle flessioni longitudinali».
La lavorazione ha permesso d’avere un dislocamento di appena 84 tonnellate, che vengono poi compensate dai ballast. È questa grande cura progettuale e costruttiva a permettere prestazioni altamente sportive a un megasailer che, in realtà, interpreta la filosofia del lusso con parametri estetici moderni.
Ovviamente anche sottocoperta si rispecchia, nel suo chic, lo stile hi-tech della barca (tutti i mobili sono in Nomex aeronautico) assumendo così un’essenzialità che si dipana in ogni ambiente, fra i soggiorni, la suite padronale, le due cabine ospiti e la family cabin. Dalle cabine prende forma una funzionalità moderna ma molto calda, dove la semplicità dei contorni traspira raffinatezza. Il Tv nell’armatoriale è up & down, mentre le cabine ospiti sono dotate anche di pullman bed e, in caso di necessità, i letti delle twin possono diventare matrimoniali, per un totale di più di otto passeggeri, oltre a cinque membri d’equipaggio con propri alloggi. Arredamenti contemporanei in cui si rispecchiano i colori esterni, sagome decise, piani marcati, e ovunque leggerezza. Il salone di poppa propone il tipico terrace on the sea, fiore all’occhiello del cantiere dai tempi del Tiketitan nel 1998, ossia il living inside-outside con cui vivere una dimensione nuova a bordo; lo schermo da 50” della B&O ne diventa poi protagonista. L’area dining dell’equipaggio è a prua e mantiene la medesima precisione stilistica giocata su toni e linee, con le sedute della zona pranzo che all’occorrenza diventano un grande divano; dirimpetto si apre la cucina attrezzata Miele con frigoriferi Electrolux Professional. Il sistema Kaleidescape assicura un impianto audio-video al top in tutti gli ambienti. Le rifiniture preziose ammantate di discrezione, le stoffe chiare e le pelli di struzzo della Dream Deck, le luci della i-LèD che corrono nei pavimenti, ogni dettaglio è parte di una personalità unica, così come l’abbinamento rosso-grigio nelle tinte e l’Alcantara sui cielini stile super-car, che racconta di un simpatico e ludico tifo automobilistico: «L’armatore desiderava che sia gli interni sia gli esterni fossero ispirati al mondo della F1 e in particolare della McLaren, senza privarsi del lusso di un moderno megayacht», spiega Cristiano Mariani, responsabile degli arredi della Wally Europe che ne ha seguito la realizzazione. «Ho cercato, allora, di sottolineare l’aspetto architettonico dei singoli componenti. Ogni elemento evidenzia la propria struttura e funzione. I mobili sono in rovere grigio naturale, le paratie in rovere laccato grigio chiaro e il pavimento è in wengé. Gli elementi di rottura, che richiamano il mondo della F1, sono le scale i cui gradini in carbonio rimandano agli alettoni posteriori delle monoposto e la pelle rossa utilizzata nel salone che fa da trait d’union coi dettagli esterni e le illuminazioni. Per le cabine si è scelta una pelle color viola pastello dai toni chiari e rilassanti. L’illuminazione a led crea atmosfere differenziate a seconda delle esigenze».
L’intero processo di progettazione e costruzione della barca è avvenuto all’interno della Wally, consentendo a Mariani di curare ogni singolo particolare assieme ai falegnami che hanno realizzato e montato gli arredi. Grazie a quest’eleganza formale unita alla tecnologia d’avanguardia, Wally ha concepito ancora una volta un prodotto in grado di soddisfare non solo le migliori performance ma anche qualche capriccio in più.
Andrea B. Nardi
Tratto da n.1/2010 editoriale
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