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Eventi | Sul Traunsee, in Austria

Idrogeno per il Frauscher Riviera 600

La location non poteva essere più azzeccata: un affascinante castello austriaco costruito proprio nel bel mezzo di un lago e collegato alla terraferma da un ponte in legno. Cosa poteva esserci di meglio per presentare il Future Project Hydrogen e il suo gioiello: la prima barca veramente ecologica? Probabilmente niente. E infatti la convention che ha riunito nello Schloss Orth, sul lago Traunsee in Austria, giornalisti ed esperti di tutta Europa è stata un successo. In quell’occasione le società austriache Fronius, Bitter e Frauscher hanno presentato la prima imbarcazione elettrica al mondo alimentata a idrogeno attraverso un sistema a celle combustibili. Fronius, Bitter e Frauscher sono riusciti nell’intento di sviluppare un prodotto la cui unica fonte di energia è l’idrogeno, dando corpo a un progetto avveniristico possibile grazie al supporto del Programma EU Regionale Wettbewerbsfähigkeit 2007-2013, alle risorse dell’European Fond for Regional Development (Efre) e al fondo stanziato dalla regione dell’Upper Austria.

Il meccanismo è semplice, completamente “verde” e prevede il contributo di tutte e tre le società coinvolte in questo progetto: il cantiere Frauscher produce l’elegante motoscafo daycruiser Riviera 600 a propulsione elettrica su cui viene installata una cella combustibile a idrogeno, prodotta dalla Fronius, che trasforma l’idrogeno in elettricità. A Bitter va invece il merito di aver studiato il sistema di contenimento e di distribuzione dell’idrogeno. E una delle novità più interessanti di questo progetto è proprio il sistema integrato che le tre aziende austriache hanno elaborato e che prevede, oltre alla costruzione della barca, anche la fornitura del combustibile stesso. Per fare in modo che la diffusione di questo tipo di propulsione non si areni per mancanza di approvvigionamento, è stata infatti progettata anche una stazione di rifornimento, la Clean Power, in grado di fungere sia da distributore di cartucce cariche di idrogeno sia da produttore dello stesso combustibile. La Clean Power può essere equipaggiata con 250 metri quadrati di pannelli solari fotovoltaici collegati a un micro-impianto capace di produrre per elettrolisi l’idrogeno sufficiente a far navigare una barca per oltre 4500 miglia all’anno. Questa soluzione può avere, potenzialmente, un enorme impatto sull’industria nautica, specialmente in quelle regioni come Austria, Germania e Svizzera dove, per via delle limitazioni imposte dalle autorità locali, le barche a energia elettrica sono l’unico modo di godere dello yachting.

Entrando nel dettaglio, il Future Project Hydrogen è nato a Sattledt nello stabilimento di Fronius, multinazionale austriaca che produce energia quasi unicamente da fonti rinnovabili, ed è stato poi perfezionato dal cantiere Frauscher con l’aiuto, fondamentale, della Bitter. L’importanza del progetto risiede nel fatto che le aziende non si sono limitate a realizzare una barca a zero emissioni pronta per la produzione di serie (quindi non un semplice prototipo). Il progetto eco-sostenibile di Fronius, Frauscher e Bitter è a tutti gli effetti, primo al mondo, un ciclo chiuso, in cui vengono forniti tutti gli strumenti per la piena indipendenza energetica: dalla produzione dell’idrogeno alla possibilità di utilizzarlo come combustibile in modo pratico e semplice su una barca. Quella delle celle combustibili del resto è un’idea che ha un futuro. Una cella combustibile è un generatore di energia elettrochimico che ossida l’idrogeno e lo converte direttamente in energia di alta qualità. Le uniche emissioni di questa “batteria a gas” si riducono alla semplice acqua. Questo principio è stato scoperto nel 19° secolo e la prima applicazione di una cella combustibile alcalina è stata fatta nel 1963 per la missione Gemini dell’American Space Program.

L’idrogeno è un veicolo di energia universale che può essere generata in maniera relativamente facile con l’aiuto delle energie rinnovabili (come quelle fotovoltaica o eolica), e poi efficientemente convertita direttamente in energia elettrica usando le celle combustibili. E in questo senso, la location della Fronius a Sattledt è l’ideale per la produzione sistematica di energia sostenibile in scala industriale perché può contare su 37mila metri quadrati di spazio utilizzabile: 90 per cento dell’energia viene da un sistema fotovoltaico di 615 kWp e da un sistema di riscaldamento a biomassa da 1,5MW. Quella sviluppata dalla Fronius, però, è molto più di una semplice cella a combustibile. È un sistema di produzione totalmente rigenerativo: un sistema fotovoltaico produce energia per far funzionare un elettrolizzatore. Questo separa l’acqua in idrogeno e ossigeno. L’idrogeno è immagazzinato e poi convertito in energia dalla cella combustibile. Un intelligente processo di gestione che dà grande efficienza a costi contenuti. L’idrogeno necessita però di essere conservato e la cartuccia a idrogeno ad alta pressione sviluppata dalla Bitter è la soluzione ideale. La cartuccia, inoltre, consente anche l’immagazzinamento del combustibile in apposite stazioni di distribuzione situate nelle marine o nei porti.

Queste stazioni, completamente automatizzate e flessibili anche per i pagamenti, consentirebbero quindi di sostituire una cartuccia esaurita con una carica in qualunque momento. Il serbatoio a pressione studiato dalla Bitter fornisce perciò due formule di immagazzinamento in un singolo sistema: contiene l’idrogeno a bordo della barca ed è disponibile nella stazione di rifornimento. La Clean Power è la stazione di energia per i veicoli di domani. L’idea è che il distributore di cartucce sia anche produttore dell’idrogeno, attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici, e che possa quindi ricaricare le cartucce che la stessa stazione contiene: produttore e distributore in un unico sistema. L’installazione della Clean Power è semplice grazie a una costruzione a container modulare e può essere posizionata semplicemente e velocemente in molti posti differenti. I moduli comprendono i ricaricatori di energia elettrica e di idrogeno, e le unità di pagamento.

Il mercato di riferimento, per ora, è soprattutto quello del Centro Europa dove i limiti sulle emissioni di inquinanti nei laghi sono molto severe. Le barche a motore elettrico con batterie attualmente in uso in queste zone però hanno dei limiti intrinseci: i lunghi tempi di ricarica delle batterie e la potenza decrescente nel tempo, dopo lunghe giornate, diminuiscono il piacere dell’andare in barca. Per molto tempo quindi, il cantiere Frauscher ha cercato sistemi di propulsione alternativa: l’idrogeno può essere la soluzione. Infatti sul Riviera 600 è stato verificato empiricamente che le celle combustibili a idrogeno offrono notevoli vantaggi rispetto alle batterie. Tanto per cominciare i lunghi tempi di ricarica (8-10 h) sono sostituiti da ricariche molto brevi (meno di 5 minuti); potenza e autonomia sono notevolmente incrementate (80 km a 4 kW); inoltre si registra una maggiore durata del sistema a celle combustibili e un incremento della longevità della batteria buffer; e infine si producono emissioni zero senza soluzione di continuità e si ha una ridotta rumorosità. In sintesi, con il Future Project Hydrogen Frauscher, grazie alla collaborazione con Fronius e Bitter, può offrire, unico cantiere al mondo, una barca ecologica al 100 per cento e un sistema integrato per ottenere il combustibile ecologico a impatto zero. E inoltre grazie alla propulsione elettrica anche la rumorosità non è più un problema: un lieve ronzio ci ricorda che il motore è acceso!

Michael Schubert

(Yacht Capital, n. 8/2009)


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