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Eventi | La crisi? Un'opportunità

A Open Mind i designer parlano di sprechi e futuro

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La creatività come antidoto per risolvere la crisi. La fantasia per uscire fuori dal tunnel. Questa la riflessione su cui ci si è concentrati durante Open Mind, workshop organizzato da Yacht Design in collaborazione con Bmw presso lo Yacht Club Italiano di Genova. Divenuto un appuntamento fisso, collaterale al Salone nautico, il convegno è un momento importante per fare il punto della situazione nei vari campi dell’architettura e del design in nome di quella fertilizzazione incrociata tra diversi settori che spesso dà vita a opere di straordinaria bellezza.

Quest’anno l’evento è stato preceduto da una soirée a bordo del megayacht Dionea, alla quale sono intervenuti i grandi nomi della nautica italiana ed estera. Qui sono stati presentati (e premiati con una targa) i protagonisti del workshop che quest’anno prevedeva una formula nuova. Alla consueta esposizione dei relatori, infatti, è succeduto un vero e proprio salotto di idee, al quale è intervenuto anche il pubblico creando un dibattito interessante. Chairman di questa tavola rotonda Matteo Zaccagnino, direttore di Yacht Design e delle riviste del Polo Nautico di HLM-Hachette Lifestyle Media, insieme a Fernanda Roggero, giornalista de Il Sole 24 Ore, in qualità di “pungolatori” del dibattito. A dare il benvenuto agli intervenuti il padrone di casa Carlo Croce, presidente dello Yacht Club Italiano, Paolo Lombardi, presidente di Fiera di Genova, e Andrea Castronovo, presidente e amministratore delegato di Bmw Group Italia, il quale per l’occasione ha portato Gina. Concept-studio definito “visionario” (Light Visionary Model), è un’auto capace di mutare il proprio aspetto grazie a un tessuto elasticizzato che ricopre il telaio. La sua presenza al convegno ha espresso visivamente l’importanza della creatività come linfa vitale di ciascun progetto.

Della creatività, come attenzione alla sostanza, ha ampiamente parlato Gian Michele Calvi. L’ingegnere responsabile del progetto Case ha esposto come per risolvere uno stato di emergenza, come quello delle zone terremotate dell’Aquila, sia stato importante saltare il provvisorio per andare al sodo e quindi costruire case definitive: «È importante individuare che non c’è ripetitività nella soluzione di una crisi. Ogni gruppo di lavoro deve cambiare il proprio modo di porsi per risolvere il problema». Giampio Bracchi, presidente della Fondazione Politecnico di Milano e Aifi, ha rilevato come la crisi offra l’opportunità di guardare oltre: a nuovi materiali, a nuove tecnologie produttive e alla formazione di nuove figure professionali «con una maggiore attenzione all’ambiente e all’uso di materiali sostenibili, al contenimento dei consumi». La riflessione dell’architetto Matteo Thun si è concentrata su quanto oggi sia basilare la tutela ambientale: «La riduzione degli sprechi, la limitazione dell’impoverimento delle risorse, il minor consumo di energia sono responsabilità non più rinviabili, che pongono la questione della sostenibilità come grande tema quotidiano da affrontare anche nel più piccolo gesto. No-design è un design avanzato tecnologicamente, ma semplice». Alle relazioni è poi seguita una tavola rotonda con interventi dell’architetto Luca Dini, della giornalista Cristina Gabetti, di Silvia Piardi, preside della laurea in Design navale e nautico del Politecnico di Milano, e di Laurenz Schaffer, direttore di Designworks Bmw. Tutti unanimi nel ritenere che la salvaguardia del pianeta deve avere un ruolo centrale nella fase di progettazione. E quindi uno stimolo alla creatività.

Désirée Sormani

Tratto da n. 11/2009

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