Louis Vuitton Trophy | Da Aleph a Team Origin
Louis Vuitton Trophy, le squadre
Qualche novità e molte conferme. Una in particolare: che i team impegnati nel Louis Vuitton Trophy a questa manifestazione ci credono davvero. Così non mancano le new entry e altre se ne annunciano per il secondo appuntamento a La Maddalena. Ecco allora quelli che, al momento, saranno i protagonisti di questa nuova puntata del circuito che riparte da Auckland dove, proprio un anno fa, aveva preso il via questa nuova avventura. A tutti abbiamo rivolto queste tre domande. 1. Che conclusioni avete tratto dal test di Nizza? 2. Quali sono il vostro programma e i vostri piani per Auckland e il 2010 e apporterete cambiamenti significativi al team? 3. Cosa cambiereste nel formato del LVT?
ALEPH SAILING TEAM - Et voilà monsieur Aleph Skipper: Bertrand Pacé Tattico: Philippe Presti Team manager: Philippe Ligot
Nato come France Spirit e, dopo vicissitudini anche finanziarie, diventato Team Aleph, può con-tare su velisti come Pacé, Presti e l’asso del match race Mathieu Richard. Philippe Ligot traccia bilanci e programmi. 1. Nizza ci ha insegnato moltissimo, considerando che solo tre giorni prima dell’inizio non avevamo un team e un budget e l’equipaggio non aveva mai navigato insieme su un Acc. Quindi riu-scire a battere Azzurra e competere con i migliori al mondo è stata una grande soddisfazione. Il gruppo è rimasto solido e sappiamo esattamente dove e quanto dobbiamo lavorare. L’organizzazione della tappa francese è stata ottima. 2. Ad Auckland avremo, con Bertrand Pacé skipper e timoniere, un equipaggio molto simile a quello di Nizza. 3. Credo si dovrebbe semplificare il for-mato con due Round Robin classici e delle finali e fare in modo che le barche siano veramente molto simili.
ALL4ONE - Sfida senza frontiere Skipper: Jochen Schümann Timoniere: Sébastien Col Team manager: Stéphane Kandler Corre sotto il guidone del francese Cercle de la Voile de Paris e del tedesco Kieler Yacht Club e ha un’équipe internazionale con il tattico kiwi John Cutler, lo spagnolo Jordi Calafat e l’italiano Carlo Castellano. Queste le risposte di Kandler. 1. Nizza è stata il nostro debutto e un buon inizio. Ci è voluto un po’ di tempo, ma abbiamo avuto conferma delle no-stre potenzialità. Dobbiamo lavorare molto, ma sappiamo di poter competere con i migliori, in futuro. Nizza ha provato la bontà del format per team, sponsor, media e pubblico. Il Trophy potrebbe essere la Champions League della vela. 2. Saremo presenti ad Auckland e per tutta la stagione con l’obiettivo di mantenere unito il team, condizione fondamentale per divenire competitivi. 3. Per il formato, crediamo si dovrebbe andare al meglio dei tre classificati nei quarti di finale dopo il primo Round Ro-bin e poi due gruppi per la finale.
ARTEMIS - Un pozzetto stars&stripes Skipper: Paul Cayard Timoniere: Terry Hutchinson Team manager: Jared Henderson
Anima del progetto è il business-man svedese Torbjorn Tornqvist, armatore e timoniere di team competitivi anche in altre classi. Artemis ha una coppia di assi americani, Paul Cayard e Terry Hutchinson, che farebbero gola a chiunque e che co-stituiscono una bella garanzia. Ecco la loro idea sul passato recente e il futuro. 1. Venivamo dall’esperienza con i Tp52 e gli Rc44, ma competere a Nizza contro il meglio della vela era per noi un’esperienza nuova. Un’ottima opportunità per gettare le basi del 2010. 2. La classifica non ha dato merito al valore del nostro team e non ci ha soddisfatto completamente, complice anche il poco tempo a disposizione, ma siamo certi di poter migliorare e scalare il tabellone. 3. Immediatamente dopo Nizza ci sia-mo messi al lavoro con allenamenti e partecipando all’evento Rc44 a Dubai. Continuiamo con il training con il nostro coach Cameron Appleton.
AZZURRA - Quando il nome è storia Skipper-timoniere: Francesco Bruni Tattico: Tommaso Chieffi Team principal: Giovanni Maspero
Squadra vincente non si cambia. E non si potrebbe immaginare di meglio parlando del team dello Yacht Club Costa Smeralda che ha vinto la prima tappa del Trophy. Così, a parte l’assenza di Alessandra Sensini che ha lasciato il ruolo di team manager per tornare alla tavola a vela e puntare a Londra 2012, Azzurra ad Auckland sarà quella di Nizza. Come dice Bruni. 1. Nizza, al di là del risultato, ci è servita per capire le potenzialità del team, ma anche come conferma di quella che è la forza di un team tutto italiano 2. No, nessun cambiamento. Avremo soltanto qualche riserva in più. Abbiamo in programma una sessione di allenamento a Valencia a metà febbraio, poi, da fine febbraio, saremo ad Auckland anche per partecipare, prima del Louis Vuitton Trophy, all’Omega Cup. 3. Il formato è vincente dal punto di vista sportivo e mediatico, non cambierei molto se non piccoli miglioramenti per le barche.
EMIRATES TEAM NEW ZEALAND - All Blacks alla riscossa Skipper: Grant Dalton Timoniere: Dean Barker Tattico: Ray Davies Team manager: Kevin Shoebridge Chi non vorrebbe salire a bordo con Dean Barker alla ruota, Ray Davies alla tattica e un certo signor Grant Dalton? Risponde alle domande il team manager Kevin Shoebridge. 1. Avevamo bisogno come tutti di regatare per rimanere concentrati e per noi era la prima prova su una barca Acc da molti mesi. Abbiamo navigato sempre bene, ma l’ultimo giorno non ce l’abbiamo fatta. La vittoria di Azzurra conferma il fatto che con barche uguali un team, seppur nuovo, ma competente e motivato, può vincere. 2. Il nostro gruppo è piuttosto compatto e non cambierà molto, così come il metodo di preparazione. Come organizzatori dell’evento di Auckland stiamo lavorando per avere un campo di regata il più vicino possibile a terra e fruibile dal pubblico. 3. Le Pacific Series e Nizza hanno dimo-strato che forse tre settimane sono un tempo troppo lungo e che bisognerebbe ridurlo a due, fra prove e regate; avrebbe un effetto benefico anche sui costi.
MASCALZONE LATINO AUDI TEAM - Mascalzoni vecchi e nuovi Skipper-timoniere: Gavin Brady Tattico: Morgan Larson Team manager: Vincenzo Onorato Del fatto che Vincenzo Onorato faccia le cose con passione e vada in barca per passione pochi dubitano. Ed è la passione che lo ha spinto a ricostruire un team per Auckland. 1. La ragione per cui partecipiamo alla tappa di Auckland del Trophy è semplice: amore per il mare e le regate. 2. Per costruire l’equipaggio abbiamo scelto velisti con i quali si sono condivise molte esperienze. Skipper e timoniere sarà Gavin Brady, Morgan Larson tattico e Flavio Favini, che con me ha già all’attivo due campagne di Coppa America, alla randa. La squadra troverà il suo assetto più definito dopo gli alle-namenti a fine gennaio a Valencia. 3. Il concetto del Trophy è vincente per le barche che consentono di competere il più possibile ad armi pari, per la visibilità planetaria con team che provengono da tutti i continenti e per la presenza di Louis Vuitton, che ha sempre dato prestigio a tutte le regate che ha supportato.
SYNERGY - Benvenuto tovarisch Skipper-timoniere: Karol Jablonski Tattico: Rod Dawson Team manager: Maxim Logutenko E ntrato oggi a pieno titolo nel sa-lotto buono della vela mondiale e composto da un gruppo di in-vestitori privati, il progetto Synergy ha grandi potenzialità, soprattutto perché è guidato da una vecchia volpe come Karol Jablonski. Il team manager Logutenko traccia bilancio e programmi per il futuro. 1. Era la prima volta in assoluto che un team russo fosse in regata su uno scafo Acc e siamo stati in grado di attirare un’attenzione positiva per la vela nel nostro paese. Spero di conservare questo livello e di fare quello che Azzurra ha fatto in Italia molti anni fa. 2. Contiamo di svolgere degli allenamenti in vista di Auckland e di partecipare al match race Omega. In Nuova Zelanda ci presenteremo con lo stesso equipaggio che avevamo a Nizza. 3. Credo che sarà difficile mantenere il formato con solo due barche, quindi ritengo che l’organizzazione ideale è con dei Round Robin e delle eliminatorie.
TEAM ORIGIN - Per la gloria e Sua Maestà Skipper-timoniere: Ben Ainslie Tattico: Iain Percy Team manager: Mike Sanderson C reato al termine della Coppa, nel 2007, il team ha grandi aspirazioni, grandi talenti e un’or-ganizzazione ben strutturata, guidata con competenza da Mike Sanderson. La parola al portavoce Marcus Hutchinson. 1. Nizza è stato un test per tutto il team, in acqua e a terra. Agonisticamente è stato interessante regatare con condizioni così varie. Finire in quarta posizione non ci soddisfa, ma siamo convinti che si possa imparare molto dalle sconfitte. Il Trophy è un grande concetto e deve essere ulteriormente sviluppato in attesa che la Coppa si rimetta in carreggiata. 2. I componenti del team continueranno a girare il mondo per regate, Ben Ainslie anche nei match race. Nel complesso il gruppo ad Auckland non varierà. 3. Nizza è stato un po’ troppo lungo. Si dovrebbe riuscire ad arrivare a 10 o 12 team. Ci sono aggiustamenti da fare, ma il Trophy è oggi il format giusto, e Team Origin ne è un grande sostenitore.
editoriale
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