YachtOnLine
Yachtonline.it  Louis Vuitton TrophyLouis Vuitton Trophy, si parte

Louis Vuitton Trophy | Ad Auckland la seconda tappa

Louis Vuitton Trophy, si parte

a ... A ... stampa

Un’iniezione di 16,1 milioni di dollari, circa 11,16 milioni di euro. Questo l’attivo per le casse della città di Auckland al termine delle Louis Vuitton Pacific Series 2009. Ora si attende il bilancio al termine della seconda tappa del Louis Vuitton Trophy in svolgimento dal 7 al 21 marzo sempre sulle acque di Waitemata Harbour, davanti alla città. Un campo di regata più tranquillo rispetto a quello del golfo di Hauraki, all’uscita da Waitemata Harbour, verso il Pacifico, dove si sono corse due edizioni dell’America’s Cup (2000 e 2003), ma comunque impegnativo, specie per le correnti. Ma aspetti regatistici a parte, questa baia è un vero e proprio palcoscenico davanti al lungomare della città, perfetto per uno spettacolo come il match race.

«In più abbiamo avvicinato il campo di regata agli spettatori», spiega Bruno Troublé, responsabile dell’evento e che con Auckland ha un rapporto molto speciale. Oltre a due lunghi soggiorni in occasione della Louis Vuitton Cup 2000 e 2003, il suo 56 piedi Wanaka è stato costruito qui da Next Yachts. «Rispetto a Nizza sarà più facile seguire le regate, con percorsi più corti, a tutto vantaggio dello spettacolo, non solo da terra, ma anche via Internet. Sul sito www.louis-vuittontrophy.com si potranno seguire i match in diretta con una web-tv con telecamere su elicotteri e a bordo dove si troverà anche un commentatore. Inoltre, sul sito, ci sarà il Virtual Eye con immagini in 3d. Per quanto riguarda invece il pubblico a terra, il Village, allestito in Viaduct Harbour Marine Village, sarà ancora più grande di quello francese. Avrà sempre l’ingresso libero, il maxischermo con le immagini della diretta con il commento di esperti, il palco per gli incontri con i timonieri a chiusura di ogni giornata, uno degli elementi che hanno decretato il successo di questo format, e molte altre iniziative di intrattenimento».

Novità anche dal punto di vista tecnico. Se le imbarcazioni messe a disposizione restano quelle delle Pacific Series 2009 e quindi le due di Emirates Team New Zealand, Nzl 84 e Nzl 82 (barca vincitrice della Louis Vuitton Cup a Valencia contro Luna Rossa) e le due di Bmw Oracle Racing, Usa 87 e Usa 98 (a sua volta sconfitta nella semifinale della Louis Vuitton Cup da Luna Rossa) e resta il sorteggio giornaliero per assegnare la barca o, a scelta, il lato di ingresso nell’area di partenza; cambia invece un po’ il formato. Emirates Team New Zealand, che nelle Pacific Series, grazie alla veste di squadra ospitante, accedeva direttamente (un po’ come fosse un defender di America’s Cup) alla finale, questa volta sarà impegnato esattamente come le altre squadre. Quindi, come gli altri sette team, i padroni di casa saranno in regata in due Round Robin che apriranno la manifestazione e che vedranno tutte le squadre incontrarsi due volte. Al termine del Round Robin si passerà ai quarti di finale, quindi alle semifinali, che indicheranno i due finalisti per il primo e secondo posto e quelli per il terzo e quarto. La finale per il gradino alto del podio verrà corsa al meglio delle cinque regate. Se la meteo non sarà dalla parte della seconda tappa del Louis Vuitton Trophy sarà invece assegnato al meglio delle tre regate. Poi sarà la volta dei match a La Maddalena.

QUESTA O QUELLA PER ME PARI SONO
Un lavoro difficile. Al Louis Vuitton Trophy, il problema non è rendere più veloce una barca, ma cercare di rendere il più simili possibile le prestazioni delle coppie di barche messe a disposizione dei team. Ogni giorno, con un sorteggio, gli skipper di ogni coppia scelgono la barca o il lato d’ingresso in partenza. “Equalizzare” due barche, questo il termine che viene usato, non è cosa da poco visto che, per esempio, i due scafi neozelandesi o i due di Bmw Oracle o quelli di Mascalzone Latino usati a Nizza, e che saranno in regata anche a La Maddalena, sono molto diversi. Ecco così che è fondamentale il lavoro dello shore team su vele e attrezzatura per avvicinare le imbarcazioni di ogni coppia. Un lavoro che, per esempio a Nizza, ha messo sullo stesso livello barche molto diverse: Gbr75 e Fra93. Gbr75, ex Sui75, è stata la barca lepre usata da Alinghi per preparare Sui64, scafo vincitore dell’America’s Cup nel 2003. Disegnata dal team progettuale guidato da Rolf Vrolijk, Sui75 era stata modificata per entrare nella versione 5 della regola di stazza dell’America’s Cup Class usata a Valencia, dove però non ha corso. A fine Coppa Sui75 è stata venduta alla squadra inglese di TeamOrigin. Per Fra93, si tratta invece dello scafo francese già versione 5 che ha corso per Areva alla Louis Vuitton Cup di Valencia. Progettata dal team coordinato da Dimitri Nicolopoulos, Fra93 a Valencia ha vinto 35 regate su 92 chiudendo all’ottavo posto. Considerata meno scattante di Gbr75, a Nizza non è stata inizialmente preferita nel sorteggio. Poi però gli skipper, davanti alla scelta Gbr75 o Fra93 hanno optato per il lato di ingresso. Segno che le barche, ben “equalizzate”, non erano determinanti.

CIRCUITO GIRAMONDO

Da Auckland a Hong Kong passando per la Sardegna e Dubai. Questo il programma del Louis Vuitton Trophy 2010-2011. Si comincia ad Auckland (9-21 marzo), quindi la tappa in Sardegna, a La Maddalena, dal 22 maggio al 6 giugno. Un evento fortemente voluto da Vincenzo Onorato. Terzo evento del 2010, Dubai, dal 13 al 28 novembre. Infine, dal 9 al 24 gennaio 2011, il Louis Vuitton Trophy sbarcherà a Hong Kong. Tutto da definire il programma dopo Hong Kong con molte località e nazioni che si propongono come sedi della manifestazione. A cominciare da sir Keith Mills, patron della compagine inglese TeamOrigin, che sta lavorando per ottenere una tappa in Inghilterra per il 2011.

Emilio Martinelli

editoriale

Commenti

Aggiungi un commento

L'esclusivo mondo della nautica

Facebook Login

Catalogo Barche

Mostra campi