Opinioni | Piero Ottone
Alla riscoperta della navigazione fluviale
Ho una sola esperienza di navigazione fluviale, su un fiume francese, il Saona: e ne serbo un gran bel ricordo. È una piacevole esperienza, navigare su un fiume. Si sale a bordo, si sciolgono gli ormeggi, e il distacco dalla terraferna è il primo piacere, comune a ogni genere di navigazione: tanto su un sandolino quanto su una nave di 200 metri. Poi si scivola sull’acqua del fiume, tranquillo e maestoso, si costeggiano prati e boschi. Ogni tanto il diversivo di un canale, di una chiusa: la guardiana manovra le saracinesche, e negli intervalli offre in vendita burro, formaggio, vino. La mia gita si svolgeva in Borgogna, che offre tanti bistrò famosi: c’era l’imbarazzo della scelta. Mancava il mare, d’accordo: e mare significa spazio infinito, orizzonti lontani, avventura, emozione. Per mare si sta sempre all’erta, c’è sempre un’ombra di preoccupazione: può coglierci una burrasca improvvisa. Sul fiume ci si rilassa: pericolo zero. Un bene o un male? Ciascuno risponda a modo suo.
A me pare che la navigazione fluviale offra, a chi ama la barca, un felice intervallo fra una navigazione marina e l’altra. Invidio gli yachtsmen del Nord che decidono di venire nel Mediterraneo attraverso fiumi e canali. Lasciano alle spalle quei mari grigi e freddi, attraversati da correnti vorticose, agitati dal vento e dalla pioggia. Smontato l’albero, ammucchiati sottocoperta i sacchi delle vele, che per un po’ di tempo non serviranno, intraprendono la navigazione tranquilla sui fiumi attraverso la terra più ospitale del mondo.
Navigano e sognano: li attende il Mediterraneo, e noi che viviamo sulle sue rive non ci rendiamo conto del fascino che questo nostro mare azzurro, caldo, scintillante esercita sui navigatori del Nord. Aspettano con calma che l’acqua nella chiusa salga di livello, e intanto pensano alla Costa Azzurra, alla Corsica, alla Grecia, alle Baleari. Vanno in bicicletta al bistrò con tre stelle e intanto immaginano che presto salteranno sul tender per sbarcare alla Marina Piccola di Capri. Non ha detto Nelson che tutto intero il Mediterraneo d’estate è, con Tolone e con Port Mahon, uno dei tre porti più sicuri al mondo?
Avranno qualche sorpresa, senza dubbio. Anche da noi, qualche volta, il vento soffia, il mare si gonfia, i frangenti schizzano gelidi spruzzi. Non sempre gli amici del Nord troveranno posto nei porticcioli, poi si pentiranno di averlo chiesto perché saranno tenuti svegli dagli schiamazzi. La realtà non è mai bella come il sogno. Ma intanto, scivolando tranquilli fra fiumi e canali, sognano. Non è, l’attesa, il momento più bello?
Tratto da n.2/2010 editoriale
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