Opinioni | Pozzo&Pozzetto
Torino sul mare, il sogno si avvera
Torino sul mare. Non geograficamente, è chiaro. Ma con lo spirito sì. Il capoluogo piemontese è ricco di piscine e di appassionati nuotatori, è tra quelli in Italia che vantano il maggior numero di fan della subacquea. Il canottaggio vi è di casa e, inoltre, la città può contare su un ampio parterre di diportisti. In particolare, velisti. Non è un caso, dunque, se è nato, dopo anni di tentativi, il primo Yachting Club Torino. Sì, yachting, e non Yacht Club. Una distinzione voluta, a sottolineare la vocazione del sodalizio, aperto non tanto a chi possiede una barca, quanto a chi ci va davvero. L’iniziativa è ai primi passi: c’è già stata la costituzione davanti a un notaio, con 35 soci fondatori e per metà marzo è previsto il completamento dell’iter, con la nomina del presidente.
Non sono, però, le formalità a dare corpo alla notizia. Lo è, invece, l’entusiasmo con il quale è stato accolto questo debutto. In pochi giorni, dopo l’annuncio, Torino ha risposto così calorosamente da spiazzare (piacevolmente, s’intende) gli stessi promotori. Si sono fatti avanti i regatanti (Maisto, i fratelli Pavesio, Carlina Ubertalli, Paolo Bonomo, Gianfranco Putaturo, quest’ultimo presidente pro tempore del consiglio direttivo). Gli appassionati di vela. È stato siglato un gemellaggio con il Circolo nautico di Alassio, che sarà la sede a mare; è nata una corrente di simpatia col “Circolo dei lettori”, per allestire un cartellone di presentazioni letterarie dal sapore di sale (e vela).
È piaciuta la scelta di stabilire una quota associativa alla portata di tutti (150 euro, la tessera di socio ordinario); la volontà di puntare sulla promozione dello sport velico e nautico con particolare attenzione a quelle attività svolte da persone con disabilità; l’idea di istituire un premio internazionale a favore di due disabili che si sono distinti nel mondo, non soltanto sportivo. Evento, quest’ultimo, che si affiancherà a serate sociali con grandi nomi della vela (Soldini, Torben Grael, de Angelis) e naturalmente regate (l’esordio con il Torino Tris Trophy, per team formati da un equipaggio di Star, Melges 24 e 2.4).
C’è, poi, anche un sogno. Tra i promotori dello Yachting Club Torino, che avrà sede presso il Circolo Esperia, uno dei sodalizi storici del canottaggio torinese, ci sono anche gli animatori di Argo Challenge, il sindacato che coltiva l’ambizione di partecipare alla Coppa America con un team composto anche da disabili e che si era regolarmente iscritto alla 33a edizione, con lo skipper Lars Grael, il fratello di Torben. Ambizione che, assicura Antonio Spinelli, è viva e vegeta. E che potrebbe issare a riva proprio il guidone con la Mole del neonato yachting club.
Tratto da n.2/2010
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