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People | Relax ecologico per il campione

Loris Capirossi, centauro marino

E’ un bambino che sogna le moto, la velocità, c’è un ragazzo che sotto il casco suda, fatica e rischia la pelle, c’è un uomo che diventa campione, vince tre Mondiali, corre per oltre 300 gare e ancora non ha smesso di stupire. La leggenda di Loris Capirossi è un misto d’avventura e semplicità, una star dei nostri tempi che sprigiona umanità, e non solo sui circuiti del motomondiale. Incontriamo il campione del mondo di motociclismo allo Yacht Club de Monaco, alla consegna della sua nuova barca, un Long Range 23 di Mochi Craft, brand del Gruppo Ferretti.

Sei il re della velocità, una vita per il rombo dei motori, per la competizione: ci si aspetterebbe di trovarti a bordo di un Cigarette, invece siamo su un’expedition-boat eco-chic...

Eh, già (ride). Ma non è una contraddizione: corro già talmente tanto per lavoro che in mare voglio stare tranquillo. Poi in realtà questa barca non è mica tanto lenta: arriviamo facilmente a 20 nodi.

Raccontaci del Capirossi uomo di mare.
Stranamente non me l’ha trasmesso nessun parente, eppure fin da ragazzino ero affascinato dalle barche, ho sempre cercato d’averne. La prima fu un fuoribordo da 25 cavalli: c’ero sempre sopra. In seguito sono arrivati i primi piccoli motoscafi, tanto per correre un po’ sull’acqua, e qualche open più grande una volta adulto. Ora sono giunto al Long Range 23 di Mochi Craft, e ne sono entusiasta.

Sembrerebbe la maturazione di un armatore consapevole.
Direi di sì. Adoro sempre più il mare vissuto in modo naturale. Faccio gare da professionista da oltre 20 anni: quando sono in vacanza ho bisogno di rilassarmi sul serio, di entrare in un’altra dimensione, e questa barca me ne offre davvero la possibilità.

Cosa ti ha affascinato del Long Range 23 di Mochi Craft?

Ho seguito dall’inizio il suo intero processo costruttivo, fin dalla presentazione del progetto. Sono andato innumerevoli volte a Forlì, tanto da fare la conoscenza e diventare addirittura amico di Norberto Ferretti. Ciò che subito mi ha sedotto è stata la propulsione ibrida. Il Mochi Craft Long Range 23 è quanto di più evoluto esista nella nautica sotto il profilo del rispetto ambientale, un tema molto sentito anche qui a Montecarlo. Io stesso faccio parte, per esempio, di Accobams, l’organizzazione per la conservazione della biodiversità marina.

Quindi su questa scelta ha influito anche la tua competenza di motori...

Esattamente. Il sistema di propulsione ibrido Zero Emission Mode studiato dall’Advanced Yacht Technology, il centro di ricerca e progettazione del Gruppo Ferretti, unisce l’affidabilità del sistema propulsivo Diesel tradizionale alla possibilità di navigare a emissioni zero con l’ausilio di due motori elettrici sincroni. Questi motori sono alimentati da un banco di batterie agli ioni di litio, la tecnologia oggi più avanzata. Con le cinque diverse modalità propulsive del brevetto Ferretti, questa barca ha ottenuto dal Rina la certificazione Green Star Clean Energy e Clean Propulsion, il più severo standard di certificazione ambientale applicabile a un’imbarcazione da diporto. Ma per me significa soprattutto sostare molte ore in una baia mantenendo attive tutte le funzionalità di bordo, in assoluto silenzio, a contatto con la natura, senza inquinare, nemmeno acusticamente.

Vogliamo descrivere brevemente il resto della barca?
Con piacere. Saliamo a bordo. Innanzi tutto bisogna dire che per quanto io ami lo stile loabster, l’ultima parola nell’acquisto delle barche spetta sempre alle donne. Fortunatamente a mia moglie è piaciuta moltissimo. Il motivo è comprensibile: su 75 piedi di lunghezza abbiamo un’abitabilità eccezionale, con soluzioni ottime. Vedi la vetrata di poppa? È completamente abbattibile e il salotto del main deck si unisce al pozzetto esterno. Guarda le finestrature del salone: vedo il mare a 360 gradi, una meraviglia! Non ci sono paratie divisorie nella dinette, quindi massima convivialità. La famiglia vive in ambienti molto confortevoli e pratici, il mio ideale.

Quindi le tue vacanze sono sempre in famiglia.
Assolutamente. Mio figlio ha tre anni, ho fatto installare dei cancelletti nelle zone dove è meglio che non arrivi, ma per il resto non vedo l’ora di salpare con lui e mia moglie per godermi la barca con loro.

E l’equipaggio?
Faccio tutto da solo. Ci sarà forse un ragazzo ad aiutarmi, ma in linea di principio desidero essere autonomo. Sul Long Range 23 ci sono cinque plance di comando: una pacchia. In fondo sono un pilota, no?

Direi un vero skipper. E quali sono le tue mete preferite?
Montecarlo, dove viviamo da anni, è un posto benedetto: a un’ora di navigazione ci sono posti splendidi: calette, golfi, isole. Lérins, per esempio. Getti l’ancora lì in mezzo ed è già paradiso.

Quindi nessuno in famiglia soffre il mal di mare?

No, ma qui sopra sarebbe difficile; fra la carena trans-planante Fer.Wey (Ferretti Wave Efficient Yacht) e il sistema antirollio si naviga in assetto perfettamente orizzontale a velocità anche sostenute.

Non ti è mai venuta la voglia di gareggiare sul mare?
Sono stato sui Cigarette una volta, ospite di Luca Ferrari, il nipote di Norberto Ferretti. Lui è un plurititolato campione del mondo offshore. Bello, ma non fa per me: il mare voglio godermelo con calma.

Un ragazzo che voglia imparare a correre in moto che possibilità ha?

All’inizio si può andare nei club attrezzati per le minimoto; non sono molto costosi, i ragazzi possono imparare molto. Ma dopo iniziano i problemi, specie per i costi, è uno sport terribilmente caro, tutto a carico dell’atleta. Io devo tutto ai miei genitori, ai loro sacrifici, si erano riempiti di debiti per farmi inseguire il mio sogno.

Tuo figlio diventerà un lupo di mare o un motociclista?

Un motociclista speriamo di no! Comunque farà ciò che amerà.

Qual è la tua giornata tipo, ti alleni molto fisicamente?
Purtroppo più invecchio e più mi devo allenare, e tra l’altro sono anche goloso. Ma ho degli ottimi preparatori. Faccio cinque sedute a settimana. Sono slegatissimo e punto molto sulla resistenza con salite di montagna alternando senza sosta due minuti di bici e due di corsa. Per due ore. E poi trial su per i monti, e palestra.

Viene il fiatone solo a sentirlo. Dicci piuttosto dove andrai in crociera?

Non vedo l’ora di finire le gare e mollare gli ormeggi con mia moglie e mio figlio. Rotta Porquerolles. Ma il Long Range 23 ha un’autonomia di 15 giorni, quindi chissà dove decideremo di andare. Sull’upper deck metto anche la piscinetta per mio figlio. E poi confesso una cosa...

Sentiamo.
Visto la gru sulla murata?A bordo c’è anche spazio per una moto...

Andrea B. Nardi

Tratto da n. 7/2010
editoriale

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