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People | Da Viareggio a Johannesburg in barca a vela

Marcello Lippi, mister col vento in poppa

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Marcello Lippi, il Mister, il C.t. di tante squadre prestigiose e della Nazionale, colui che ha portato l’Italia al titolo di campione del mondo, è anche un grande appassionato di mare e di barche, come ci dice in questa chiacchierata informale a cuore aperto.

Cos’è il mare per lei? Un piacere, un passatempo, un lusso…

Io amo il mare prima di tutto, che siano le onde, una mareggiata, una regata, il contatto con l’acqua salata per me è un’esigenza quotidiana.

Il mare e le barche sono passioni che ha ereditato dalla sua famiglia?

Assolutamente no, pensi che la passione della maggior parte delle famiglie di Viareggio, quando io ero un ragazzo, era mettere in tavola pranzo e cena ogni giorno. Il mare era lavoro, turismo, fatica. Fin da ragazzino, quando stavo in spiaggia dalla mattina alla sera, ho desiderato avere una barca, era un sogno. Un sogno che si è realizzato abbastanza tardi perché la mia prima barca l’ho comprata a 50 anni, anche sulla spinta della mia famiglia e dei figli.

Come si considera? Un marinaio, un pescatore, un amante del mare…
Un pescatore no, ho degli amici molto bravi però e quando vado a pesca con loro ne prendo. Da solo sono capace di pescare solo la sera al ristorante! Come marinaio sono abbastanza abile, ho vissuto tanti anni in mezzo alle barche e il desiderio di navigare è così forte che mi viene piuttosto naturale.

La barca per lei rappresenta solo un oggetto?

Tutt’altro. È chiaro che con il mio lavoro sono sottoposto a tanto stress, quindi la barca, vivere sul mare, dormire in rada, pescare in solitudine o tuffarsi in mare appena svegli la mattina sono tutte cose che rappresentano una valvola di sfogo e la realizzazione di un sogno.

Qual è il ricordo che è in testa alla sua personale classifica?
Dopo la vittoria al Mondiale, ho avuto finalmente del tempo a disposizione, ho preso un anno sabbatico e ho fatto una bellissima crociera di 45 giorni in tutte le isole italiane. Ho condiviso la vacanza con tanti amici, persone che amano il mare come me.

E il luogo visitato in barca che le è rimasto nel cuore?
Sono innamorato dell’arcipelago toscano però devo dire che le Eolie e le Egadi sono isole fantastiche. Per me il Mediterraneo è il mare più bello del mondo.

Le piace questo nuovo concetto della barca a motore “lenta” e rispettosa dell’ambiente?
Oggi molte persone accostano la velocità alla qualità della navigazione e della vita, però devo dire che la barca semidislocante è la scelta ideale perché la velocità di crociera è sufficiente, ma ci si può godere il piacere del trascorrere il tempo sul mare con comfort. E poi si consuma e si inquina meno, un grande vantaggio!

Le è mai capitato di fare del “team building” a bordo?
È successo, certo, ma non per creare lo spirito “di spogliatoio”, tutte le situazioni sono valide per cementare una squadra, barca compresa.

Cosa porta del mare sul campo di gioco, quali sono i punti in comune?
Qualcosa ci porto in effetti. In barca devi gestire l’equipaggio, ci vuole qualcuno che prenda le decisioni, che faccia delle scelte in base al tempo, alle condizioni del mare. Come faccio anche a bordo campo.

Perché il binomio mare/barche e mondo del calcio è così forte?
Sono tanti i personaggi che condividono la mia passione per il mare e possiedono delle barche: Ferrara, Cannavaro, Mancini. Altri mi contattano e io gli do dei consigli per noleggiare la barca, o di navigazione per piccole crociere.

Ha mai navigato o è mai andato a pesca in Sud Africa, in caso negativo approfitterà del prossimo Mondiale per farlo?
Non l’ho mai fatto, ma mi piacerebbe molto. Devo confessare che in tutti i posti di mare dove mi è capitato di andare per motivi professionali ho comunque rubato alcuni minuti per andare ad “assaggiare l’acqua salata” e stabilire un contatto. Penso che l’oceano sudafricano debba essere meraviglioso, barriere coralline, balene e pinguini. Spero davvero di poterlo conoscere meglio.

Qual è il suo prossimo progetto nautico?

Voglio continuare a lavorare con Azimut e, naturalmente, non smettere mai di navigare e di vivere il mare.

Carla Anselmi

Tratto da n.3/2010

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