People | Seguire un progetto dalla A alla Z
Pro Ship, nuove tecnologie per il futuro
«Sin dagli esordi il nostro obiettivo è stato quello di proporci come un’entità che si occupasse del progetto in toto, dall’idea iniziale fino alla realizzazione», spiega Antonio Luxardo, titolare assieme a Luca Cima e Massimo Angelotti dello studio spezzino Pro Ship. «Ci sono voluti 12 anni, ma oggi finalmente siamo in grado di offrire un servizio a 360 gradi».
Il punto di forza di Pro Ship, del resto, è proprio la multidisciplinarità. Fondato nel 1998, all’inizio era una piccola struttura ma nel corso degli anni ha avuto una crescita ininterrotta, tanto che oggi conta ben 40 dipendenti e lavora per i più importanti cantieri nazionali e internazionali; da qualche mese inoltre vanta anche una nuova sede, con spazi più ampi. I tre soci hanno ciascuno un’area di competenza: Antonio Luxardo, architetto, si occupa di design e arredo; Luca Cima cura il settore allestimento e la parte economico-finanziaria; Massimo Angelotti segue il team di progettazione esecutiva e l’impiantistica. Ma Pro Ship ha puntato anche su un altro aspetto importante: valorizzare e mantenere sempre viva l’identità del cantiere senza imporre la propria firma, ma anzi adattandosi il più possibile alle specificità del brand. «Ci occupiamo di design ma anche di ingegneria», prosegue Luca Cima, «le nostre proposte, quindi, devono essere prima di tutto realizzabili. Per questo motivo è fondamentale capire come lavora il cantiere, in modo da adeguare il nostro sistema al loro, e viceversa, e creare alcuni standard di lavorazione. Naturalmente ogni cantiere ha le proprie peculiarità che non devono essere mai dimenticate».
I tre soci ammettono che a volte è difficile far credere ai produttori che esista una struttura in grado di seguire un progetto nella sua totalità, basandosi esclusivamente sulle risorse interne e proponendosi più come un’azienda che come uno studio. Del resto lo sviluppo del know how e la ricerca continua sono gli altri punti fissi di Pro Ship, che vanta un reparto specializzato nello sviluppo di software e uno nei calcoli di fluidodinamica.
Dagli esordi a oggi il team spezzino ha seguito quasi 200 progetti, coordinati in parte o in toto. Baglietto, Fincantieri, Teorema, Cantiere Navale Diano, Mondomarine, Perini Navi, Benetti, Naval Legno, Intermarine, Bugari e Viareggio Super Yachts si sono affidati a loro senza esitare. E anche all’estero vari cantieri hanno dato loro fiducia: i cinesi Hampton Boats, Double Happiness e i brasiliani Pro Boat. Qui lo stile made in Italy è sempre molto apprezzato, tanto che è stato creato un ufficio anche in Cina per poter seguire più da vicino le molte richieste provenienti dal Sol Levante.
Una realtà molto dinamica, dunque. E alla domanda su quale sia il progetto che li ha maggiormente soddisfatti, i tre soci rispondono all’unisono e senza esitazione: «Il nostro studio. Vi abbiamo investito moltissimo e con orgoglio possiamo affermare che il nostro punto di forza è proprio il nostro team. Abbiamo costruito un gruppo giovane: l’età media di chi lavora con noi è inferiore ai trent’anni perché abbiamo stretto rapporti direttamente con le scuole e le università».
Ma in che modo lavora Pro Ship? I prototipi seguiti in toto fino alla realizzazione sono circa 20; a volte, però, il cantiere ha già un proprio designer e ai consulenti dello studio spezzino viene chiesto semplicemente di occuparsi dello sviluppo del progetto. Anche in questo caso, comunque, il cantiere ha un solo interlocutore e può risparmiare in termini di tempo e di risorse: ciò è possibile perché lo studio funge da project manager, coordinando le diverse figure e le diverse attività. «Pur avendo clienti di dimensioni differenti», spiega Antonio Luxardo, «abbiamo notato che ad avere più necessità dei nostri servizi sono i cantieri grandi, perché ovviamente la mole di lavoro è maggiore. Si pensi che per uno yacht di 50 metri sono necessari circa 800 disegni. Anche le realtà artigianali però possono sfruttare le nostre risorse, disponendo così di un metodo di tipo industriale cui diversamente non potrebbe accedere».
In questo momento economico, il controllo dei costi e la scelta delle componenti assume un valore importante, come conferma Massimo Angelotti, che gestisce il gruppo della progettazione esecutiva e che ha il maggiore contatto con i fornitori. «Conoscere bene il mercato, i prodotti, le specifiche e i prezzi per poter proporre le soluzioni migliori ai clienti è davvero importante», racconta. «Se da un lato non abbiamo visto diminuire la quantità di commesse, dall’altro però abbiamo rilevato che molte cose sono cambiate. Pensiamo che la crisi si possa superare, ma per farlo è necessario continuare a investire nella tecnologia, nei nuovi prodotti e nei nuovi mercati».
E il futuro? Anche questa volta la risposta arriva all’unisono: «Vedremo yacht sempre più rispettosi dell’ambiente, facili da utilizzare, da gestire e da mantenere. Un’interfaccia semplice ed ecologica fra l’uomo e la natura».
Carla Anselmi
Tratto da n.1/2010 editoriale
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