Sport | Baltic rendez-vous
I velieri del porto rotondo
«Perfetto, tutto perfetto! Il luogo, il mare, l’organizzazione... persino i salti di vento sono stati perfetti: nell’ultima regata sono arrivati quando noi abbiamo girato la boa al vento, facendoci navigare bene con lo spinnaker nonostante ci fossero pochi nodi d’aria». Un raggiante Massimo Violati, con le mani che ancora conservano la forma della ruota del suo Ops 5 dopo le tante ore al timone, commenta così la vittoria al Baltic Yachts Rendez-vous 2008. Be’, è facile, si può obiettare, ha vinto... Putroppo per le malelingue e i malpensanti, però, trovare qualcuno scontento dell’evento organizzato a Porto Rotondo da Vela e Vino non è facile. A mugugnare un po’ ci avevano provato i velisti più duri, quelli abituati alle regate col coltello tra i denti. C’è da dire che il bando di regata era ben diverso da quelli che abitualmente sono abituati a leggere. Giovedì: arrivo barche; registrazione; welcome cocktail. Venerdì: mattina dedicata ai giochi a squadre; breve regata costiera; gare sportive e giochi a terra; gara di cocktail tra equipaggi; spaghettata/Bbq con musica. Sabato: mattinata dedicata ai giochi a squadre; breve regata costiera; cena con premiazione. E i mugugni nascevano proprio dalla considerazione che magari due sole regate erano un po’ poco in un evento di tre giorni, considerato che qualcuno era venuto da lontano proprio per gareggiare. Il comitato di regata, il comitato organizzatore e lo Yacht Club Porto Rotondo non si sono fatti trovare impreparati e per il sabato hanno aggiunto una seconda prova. Quindi alla fine tutti contenti e soddisfatti. Sia chi voleva l’agonismo (e dei 24 regatanti, dal 33’ Alsy al 152’ Pink Gin, non c’è stato un membro dell’equipaggio che non abbia fatto di tutto per ben figurare sull’arrivo), sia chi era venuto a questo rendez-vous per navigare e stare insieme, fedele al motto che campeggiava in ogni foglio ufficiale della manifestazione: sail together, stay together. Soddisfatto anche Alessando Vismara, il signor Baltic Italia, che nonostante in regata si sia fermato al 12° posto ha contato con piacere i sorrisi sulla bocca di armatori e sponsor. La morale: in appuntamenti come questi va bene lo sport, ma l’aspetto ludico, aggregativo, in pratica lo stile caraibico delle regate, dove il podio viene molto dopo i cockatil, sia cronologicamente sia nelle priorità dei regatanti, è sicuramente vincente. (Yacht Capital, n.8/2008)
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