Sport | Sardinia Rolex Cup
Sul tetto del mondo è planata la Spagna
Il 21 giugno si è conclusa la 16ª Sardinia Rolex Cup organizzata dallo Yacht Club Costa Smeralda di Porto Cervo, e all’issata della bandiera Alpha sulla barca Comitato, che ha atteso invano qualche nodo in più di vento, non sono poche le considerazioni da fare su questo evento agonistico, al di là della consueta spettacolarità delle regate. Nell’edizione del 2006 c’erano sette squadre; oggi cinque: osservando come questo sia l’unico campionato del mondo a squadre ancora vigente in tutto il pianeta, cinque team sembrano proprio pochini. Inoltre, la formula della sfida fra nazioni è sempre più nominale, senza vero obbligo d’appartenenza delle barche e degli equipaggi allo stato rappresentato (ma questo sarebbe il meno). Tuttavia viene subito il dubbio che anche qui si stia verificando quell’afflosciamento d’interesse che già portò alla morte dell’Admiral’s. «Se indubbiamente i team quest’anno non sono stati molti», spiega il direttore sportivo dello Yccs Edoardo Recchi, «il loro livello, però, è stato il più elevato che si sia mai avuto: non ho mai visto così tanti campioni olimpionici e di Coppa America girare in banchina. Certamente con la Federazione dovremo studiare per la prossima edizione una nuova tipologia di regolamento nella formazione delle squadre, tale che possa invogliare gli armatori e favorirne la partecipazione. Purtroppo occorre anche fare i conti coi calendari delle singole classi, ma noi siamo molto soddisfatti di questo campionato: veder regatare nell’arcipelago barche tanto belle e all’avanguardia è stato magnifico». In effetti lo show s’è dimostrato come sempre grandioso e, per quattro giorni e otto prove, Italia, Spagna, Germania, Russia e Southern Europa (queste le formazioni) si sono battute sino all’ultimo respiro. In ognuna di esse un Tp52, un Farr 40 e uno Swan 45, scelta in teoria ottima poiché i primi due orbitavano già in Sardegna per i propri circuiti, mentre dei numerosi Swan molti appartengono ad armatori membri proprio dello Yccs. Le regate hanno visto alcuni bastoni di 7,5 miglia con vento fra gli otto e i 10 nodi da sud-est, altri con 18 nodi di maestrale, e infine 30 miglia di costiera dentro le raffiche da 20 nodi da ovest. Partenza unica per tutte le classi, stesso percorso e identiche condizioni. Insomma, quanto di meglio per gareggiare. Le sfide, di conseguenza, sono state micidiali, e non sono mancate peripezie, proteste e ogni possibile astuzia tattica. Alla fine ha prevalso la Spagna col Tp52 Bribón-Telefonica timonato da Pedro Campos e legato alla carriera velica di S.M. il re di Spagna Juan Carlos, lo Swan 45 Telefonica-Vertigo condotto da Marco Salvi, e il Farr 40 San Miguel Telefonica Nerone con Antonio Sodo Migliori alla ruota e Vasco Vascotto tattico. Per la carriera di Vascotto questo premio costituisce il 15° titolo mondiale valido come Isaf Offshore Team World Championship. A nove punti di distacco si piazza il team Italia, con Tp52 Audi Powered By Q8 di Riccardo Simoneschi, Swan 45 Dsk Comifin di Danilo Salsi, e Farr 40 Mascalzone Latino del campione del mondo Vincenzo Onorato. Podio inferiore per Germania, squadra ricca di star fra cui il “maestro” Jochen Schuemann, direttore sportivo di Platoon. «Sono molto felice di questa vittoria», ha commentato Campos, «c’è stata una bella battaglia con il team Italia, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Un lavoro stupendo fatto da tutto l’equipaggio». In presenza della Principessa Zahra Aga Khan, presidente del Club, sono stati quindi consegnati alla squadra spagnola i due premi in palio: il Sardinia Cup Challenge Trophy e il Rolex Offshore Team World Championship Trophy. (Yacht Capital, n.8/2008)
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