Style | Costume
L’abito non fa il monaco, ma il Militare sì
Storicamente l’abbigliamento degli equipaggi delle Marine militari dei paesi europei non si differenziava un granché dalla foggia dell’abito civile. Questa situazione è durata fino alla fine del Seicento, periodo in cui gli ufficiali della Royal Navy incominciarono ad adottare un abito o giustacuore blu con gilet o veste e pantaloni bianchi di capretto o di tela olona al ginocchio e polpe in calza di seta bianca. Per avere una divisa anche per l’equipaggio si è dovuto attendere la fine delle guerre napoleoniche: fino a quel momento la cosiddetta bassa forza si copriva con quello che aveva addosso al momento dell’arruolamento forzoso o con quello che riusciva a trovare a bordo. Per quanto riguarda le caratteristiche e il taglio delle uniformi delle Marine delle varie nazioni, si è sempre preso a modello ciò che veniva adottato dalla Marina più potente del Settecento e dell’Ottocento: quella britannica. Anche oggi, in realtà, è difficile per un occhio non allenato distinguere la divisa di un ammiraglio inglese o americano da quella di uno francese o italiano. Di seguito proponiamo una panoramica sui singoli capi di abbigliamento di ufficiali e marinai per capire qual è stata la loro evoluzione nel tempo.
Copricapo Per tutto il Settecento gli ufficiali indossavano il tricorno, copricapo che con i suoi tre canali di gronda aveva il vantaggio di evacuare rapidamente l’acqua meteorica. Gli successe la feluca che, come il tricorno, era priva di sottogola e quindi facile preda di raffiche. La si portava con gli aggetti orientati nel senso poppa-prua; i carabinieri, invece, nella loro divisa ottocentesca orientavano i corni a destra e a sinistra. Nell’Ottocento fu adottato praticamente da tutte le Marine il berretto con la visiera (riservato a ufficiali e sottufficiali), che poteva essere indossato anche con vento teso grazie al sottogola. Di sottogola era dotato anche il sudovest, copricapo di tela cerata da portare con cattivo tempo. Per quanto riguarda l’equipaggio, nel Seicento i marinai si difendevano dal sole con un fazzoletto, annodato a coprire la testa a la mode pirate, che i cannonieri usavano come bandana per difendere gli occhi dal sudore durante l’attività di artiglieria. Nell’Ottocento si incominciarono a usare i berretti senza visiera, la cosiddetta pizza, che ancora oggi fa parte dell’uniforme (i francesi lo ornano con un pon-pon rosso). Non si usa più purtroppo il bellissimo berretto di paglia che veniva fornito con la divisa estiva o coloniale. Risale invece alla fine dell’Ottocento l’adozione del berretto di cotone (per intenderci, quello usato da Paperino). Sorprende il fatto che nessuna Marina abbia adottato il berretto frigio (quello usato dai Puffi e da Marianna, rappresentazione allegorica della Repubblica francese che nel famoso quadro di Eugène Delacroix esposto al Louvre guida la marmaglia bramosa di ghigliottinare preti e aristocratici). È il copricapo usato storicamente da tutti i pescatori del Mediterraneo, che utilizzavano la piega per stivarci tabacco, pietra focaia e generi di conforto.
Giacca La prima divisa da ufficiale era costituita da un abito aderente sino alla vita per poi discendere a imbuto. Si trattava, insomma, di una giacca lunga caratterizzata da maniche con ampi paramani fermati da bottoni. Con il tempo le estremità delle maniche vennero inoltre appesantite da una dozzina di bottoni per parte che servivano a impedire che i giovani guardiamarina (si imbarcavano a 10 anni circa) si pulissero il naso sulla divisa. Il passo successivo fu la giacca “guru” abbottonata fino al collo, che poi si trasformò in giacca a doppio petto con revers e tre o quattro bottoni, portata prima a lunghezza da redingote (termine che deriva dall’inglese riding coat) e quindi a lunghezza normale. Da notare che il termine blazer (che in inglese significa incendiario) deriva dalla nave Hms Blazer il cui comandante, ai primi dell’Ottocento, decise di acquistare a sue spese una divisa per l’equipaggio. L’alta uniforme prevede per certe Marine la mess jacket, ossia la giacca da frac (dall‘inglese frock coat) senza le code. Altri capospalla tuttora in uso presso varie Marine sono la pea jacket, una sorta di cappottina di lana blu, e il montgomery, un cappotto di lana che si chiude con specie di bastoncini da bloccare in asole esterne, operazione che si può eseguire anche se si indossano i guanti. Questo tipo di giacca era utilizzata sulle navi inglesi per le rotte invernali nel Nord Atlantico.
Pantaloni Fino al 1820 circa gli ufficiali portavano pantaloni al ginocchio e calze bianche di cotone o di seta. In seguito furono adottati pantaloni di lana a tubo sostenuti da bretelle che sono rimasti praticamente invariati sino a oggi. Il marinaio invece indossava pantaloni scampanati di lana o di tela olona bianca caratterizzati da una chiusura a patta d’oca. Questi indumenti avevano il vantaggio di poter essere tolti facilmente in caso di caduta in mare. Gli short apparirono in Marina ai primi del secolo scorso e furono copiati dai pantaloni corti usati dalle truppe coloniali in Africa e in India. Erano soprannominati empire builders (costruttori dell’impero) e nella versione originale erano piuttosto scampanati, scendevano al ginocchio e venivano indossati con calze ripiegate sotto il ginocchio. La Marina italiana fino a poco tempo fa poteva contare su bellissimi short bianchi per gli ufficiali e blu per i marinai. In caso di giornate molto fresche durante il periodo estivo, era considerato molto elegante indossare, sopra la camicia bianca a maniche corte e gli short, la giacca di lana blu della divisa invernale.
Accessori Molte Marine abbinano alla divisa del marinaio il cosiddetto solino, una sorta di fazzoletto di tela con motivi decorativi da portare annodato sotto il collo (come la divisa di Paperino). La sua funzione era quella di evitare che la divisa venisse sporcata dai capelli, perché i marinai un tempo portavano il codino. Per quanto riguarda le scarpe, certe Marine utilizzano ancora stivaletti con elastici laterali (come quelli usati dai Beatles) che sono facili da levare in caso di bagno in mare fuori programma.
Riccardo Notarbartolo di Villarosa
(Yacht Digest n.145, 2-3/2008)
editoriale
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