Crociere | Sulle rotaie dell'Orient Express
Cruise Express, una crociera in treno
Si può viaggiare nello spazio o nel tempo. Oppure in entrambi, contemporaneamente. A patto di viaggiare a ritroso nel tempo, lasciandosi conquistare dal fascino del viaggio d’altri tempi. Tipico delle crociere, di navi che solcano i mari per raggiungere nuovi approdi sulla terraferma con tutti i comfort di una casa e che sanno trasformare in emozioni profonde ogni istante del viaggio.
Oppure dei treni, mezzi che, come le navi, possiedono tutte le caratteristiche per trasformare il viaggio da un semplice spostamento da un punto all’altro della terra in un viaggio nel tempo e nella storia. Del resto, le rotaie sulla terraferma e le rotte sull’acqua hanno sempre rappresentato due binari paralleli sui quali far viaggiare la fantasia. La vera scommessa sta nel trasferire le caratteristiche vincenti delle crociere in mare in crociere via terra. Una scommessa che potrebbe essere vinta grazie allo studio per un treno, anzi un CruisExpress, che permetta di raggiungere località di interesse turistico, garantendo standard abitativi di livello alberghiero, viaggiando su un terreno nuovo e inesplorato.
Un treno da crociera che, sulla scia dell’enorme successo delle cruise ship, trasporti i passeggeri verso una vacanza terrestre itinerante, senza cambi d’albergo e trasferimenti dei bagagli; si sale a bordo nella propria città e, preso possesso della cabina, inizia la vacanza sul piacevole e mai tramontato ricordo dell’Orient Express. La sagoma limite internazionale è rispettata permettendo la libera circolazione su tutte le ferrovie europee e superando anche lo scartamento ridotto di alcuni Paesi attraverso ruote indipendenti che hanno libertà di movimento sul proprio asse. La rete ferroviaria europea, sviluppata a metà ’800, si integra organicamente con il territorio, ne segue l’orografia e raggiunge capillarmente città e Paesi attraverso migliaia di stazioni d’arrivo. Spesso sfrutta percorsi lontani dalla rete stradale, facendo scoprire scorci e paesaggi inusuali ai viaggiatori. L’organizzazione della vacanza è affidata alla compagnia armatrice che, secondo il tipo di percorso scelto, stabilisce l’itinerario e le soste. Il CruisExpress viaggia normalmente di notte, coprendo le distanze tra le località e al mattino arriva a destinazione.
La giornata è dedicata alle attività turistico-ricreative e alla sera si riparte verso nuove mete. Il treno è il mezzo ideale per godersi una vacanza itinerante in tutto relax. È un mezzo sicuro, puntuale e poco inquinante (gli bastano 18 cavalli a tonnellata per spingerlo a 200 chilometri orari, contro gli oltre 100 cavalli per una vettura). Il treno è modulare, quindi con la possibilità di aggregare le carrozze, in funzione del numero di passeggeri, del tipo di crociera e della destinazione.
Il parco carrozze oggigiorno è diviso in vetture a uno o due piani. Le vetture a doppio piano sono di tipo pullman, caratterizzate dalle sedute disposte per file trasversali in un unico ambiente, le altre possono essere divise in scompartimenti, nei quali prendono posto 6-8 passeggeri. Gli scompartimenti sono aggregati longitudinalmente e collegati dal corridoio laterale. L’idea progettuale parte dalla carrozza a due piani ma si discosta dagli schemi sopra citati, proponendo, a seconda dell’ambiente, soluzioni compositive che possano scomporre lo spazio rettangolare fortemente allungato in forme maggiormente legate alla funzione svolta. Solo le carrozze notte presentano due solai continui; le altre hanno solo porzioni di calpestio, lasciando la restante parte a doppia altezza nell’intento di diversificare lo spazio e rompere la longitudinalità del treno. Lo studio ha portato a una concezione nuova di composizione: non più seriale, caratterizzata da elementi ripetitivi tutti uguali, bensì a una visione unitaria dell’oggetto treno. Le carrozze sono diverse tra loro, sia internamente sia esternamente, proprio per trasmettere l’idea di oggetto multifunzione, ma al tempo stesso fortemente legate per formare una composizione unitaria e conclusa.
I moduli che formano i vagoni sono tre: il modulo carrello composto dal gruppo ruote, dal gruppo ganci e dal gruppo passaggio; il modulo tecnico contenente gli impianti di servizio, le riposterie e le uscite di sicurezza; i moduli carrozza, distinti in blocco notte e giorno. Quelli notte fanno capo alle cabine passeggeri ed equipaggio, quelli giorno al ristorante, bar e sale varie. Il treno ha composizione piuttosto rigida, ma comunque modificabile, proprio perché i vagoni hanno posizione prefissata in funzione del loro utilizzo. Il convoglio è dimensionato per ospitare 94 passeggeri e 26 persone d’equipaggio, mantenendo lo stesso elevato standard navale.
Il ristorante ospita tutti i viaggiatori in un solo turno e le sedute delle zone giorno sono in numero sovrabbondante per non creare la sgradevole sensazione di affollamento. La carrozza ingresso è l’elemento centrale: i passeggeri sono obbligati a salire a bordo attraverso l’ingresso principale. In essa si sbrigano le pratiche d’imbarco, si distribuiscono gli alloggi e si organizza la vita di bordo. A destra e a sinistra della hall trovano sistemazione le sale pubbliche, il ristorante, il piano bar, lo shopping center, salottini per la conversazione e la lettura. Seguono le cabine, gli alloggi equipaggio e due vetture tecniche. Il treno è studiato per essere percorso e vissuto anche da persone con limitazioni motorie (diversamente abili, anziani, bimbi in passeggino...). La composizione evidenzia l’assenza della locomotiva che sarà agganciata al treno solo per il traino, in quanto il CruisExpress è indipendente dal tipo di energia fornita dalla rete. L’aspetto esterno rispecchia la distribuzione interna; sono ben visibili i moduli che formano il treno, diversamente colorati e caratterizzati da quattro forme di finestrature utilizzate. Enfatizzata da ampia apertura e sovra luce superiore, la vettura ingresso non si confonde tra le altre. La vetratura delle porte richiama il logotipo delle storiche carrozze della Compagnie Internationale des Wagons-Lits.
Mario Ivan Zignego
Tratto da n.5/2009 editoriale
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